i festeggiamenti del Rocca d'Arazzo (foto di Andrea Baseggio)
Domenica 12 luglio 2026 il Rocca d’Arazzo entra nella storia del tambass vincendo per la prima volta la Coppa Italia. Primo trofeo assoluto a far compagnia ai 4 titoli di B, conquistato dopo anni di duro lavoro e tanti sacrifici e primo successo nella massima serie di una squadra d’oltre Tanaro.
Dopo il netto successo grande esposizione mediatica per la presidente del Rocca Roberta Barbero, c’è la fila per intervistarla e ripete come un mantra delle certezze granitiche: “E’ una grande gioia questo primo trofeo assoluto ma si spera sia solo l’inizio di una nuova era dopo tanta gavetta da outsider. Dedicato a tutto il paese, a chi non c’è più e quelli sempre vicini. La Coppa verrà portata in pellegrinaggio nelle varie realtà del paese per fare partecipe la popolazione”.
Nella fossa di Moncalvo i giocatori rocchesi sono scesi in campo come 5 leoni affamati ed hanno affrontato la finale giocando egregiamente in tutti i ruoli dai fondocampisti Elia Volpe e Alessio Olivieri, il mezzovolo Federico Belvisotti e i terzini Gabriele Stetco e Nicolas Accomasso, addestrati dal domatore Fulvio Natta che ha preparato la partita a livello tecnico e mentale in maniera perfetta.
E come una grande famiglia completano la squadra con un lavoro di fondamentale importanza fuori dal campo le riserve e i ragazzi dello staff Emanuele Bella, Alessandro Campini, Fabio Pucciarelli, Stefano Garrone e Marco Alciati.
Questo gruppo ha dimostrato di essere pronto al 100% per affrontare al meglio le semifinali del campionato appuntamento a sabato alle ore 16:30 nel fusà di Rocca per la partita di andata contro il Vignale. E’ la classica prova del nove contro una squadra di qualità che vuol fare da guastafeste, va affrontata con raziocinio per cui i festeggiamenti sono stati sobri e rinviati alle prossime occasioni come ripete Fulvio Natta c’è da concentrarsi sulla finale scudetto.
Dall’altra sponda Montechiaro c’è delusione, non è andata come speravano. Il Rocca ha dimostrato fin dal primo quindici di voler conquistare questo trofeo, imponendo il proprio gioco con determinazione, carattere e grande qualità. A loro vanno i nostri complimenti per una vittoria meritata.
Per noi resta l’amarezza di non essere riusciti a esprimere il nostro vero valore. Sappiamo che questa squadra può dare molto di più e, proprio per questo, la delusione è ancora più grande.
Ma una partita, anche se è una finale, non cancella tutto il percorso fatto per arrivarci. Non cancella il lavoro, i sacrifici e la crescita di questo gruppo.
Adesso non è il momento di cercare rimpianti, ma di trasformare questa delusione in energia. Davanti a noi ci sono i playoff, un traguardo importante che ci offre un’altra occasione per dimostrare chi siamo davvero. Abbiamo fiducia in questi ragazzi, perché il loro valore non si misura da una giornata storta, ma dalla capacità di rialzarsi quando il colpo fa più male. Ora si riparte puntando sull’attaccamento alla maglia di Federico Pavia e Ivan Briola c’è ancora l’ambito scudetto, la Supercoppa, la Coppa dei Campioni il promesso Calliano può aspettare.
Domenica al Beppe Tirone arriva un Portacomaro altrettanto arrabbiato ed amareggiato per non aver saputo sfruttare l’occasione propizia nella semifinale di Coppa Italia proprio contro i biancocelesti. Ora temono la reazione d’orgoglio per riscattarsi davanti al pubblico amico pur avendo la consapevolezza di potersela giocare ad armi pari soprattutto se non hanno ancora smaltito del tutto la stesa di Moncalvo.
Entrambe le squadre di testa della regular season hanno scelto di cominciare le semifinali in casa, il Rocca rinunciando alla domenica ciò in caso di esito positivo dà un bel vantaggio in vista del ritorno in cui basterà un pareggio in trasferta.
Dopo il netto successo grande esposizione mediatica per la presidente del Rocca Roberta Barbero, c’è la fila per intervistarla e ripete come un mantra delle certezze granitiche: “E’ una grande gioia questo primo trofeo assoluto ma si spera sia solo l’inizio di una nuova era dopo tanta gavetta da outsider. Dedicato a tutto il paese, a chi non c’è più e quelli sempre vicini. La Coppa verrà portata in pellegrinaggio nelle varie realtà del paese per fare partecipe la popolazione”.
Nella fossa di Moncalvo i giocatori rocchesi sono scesi in campo come 5 leoni affamati ed hanno affrontato la finale giocando egregiamente in tutti i ruoli dai fondocampisti Elia Volpe e Alessio Olivieri, il mezzovolo Federico Belvisotti e i terzini Gabriele Stetco e Nicolas Accomasso, addestrati dal domatore Fulvio Natta che ha preparato la partita a livello tecnico e mentale in maniera perfetta.
E come una grande famiglia completano la squadra con un lavoro di fondamentale importanza fuori dal campo le riserve e i ragazzi dello staff Emanuele Bella, Alessandro Campini, Fabio Pucciarelli, Stefano Garrone e Marco Alciati.
Questo gruppo ha dimostrato di essere pronto al 100% per affrontare al meglio le semifinali del campionato appuntamento a sabato alle ore 16:30 nel fusà di Rocca per la partita di andata contro il Vignale. E’ la classica prova del nove contro una squadra di qualità che vuol fare da guastafeste, va affrontata con raziocinio per cui i festeggiamenti sono stati sobri e rinviati alle prossime occasioni come ripete Fulvio Natta c’è da concentrarsi sulla finale scudetto.
Dall’altra sponda Montechiaro c’è delusione, non è andata come speravano. Il Rocca ha dimostrato fin dal primo quindici di voler conquistare questo trofeo, imponendo il proprio gioco con determinazione, carattere e grande qualità. A loro vanno i nostri complimenti per una vittoria meritata.
Per noi resta l’amarezza di non essere riusciti a esprimere il nostro vero valore. Sappiamo che questa squadra può dare molto di più e, proprio per questo, la delusione è ancora più grande.
Ma una partita, anche se è una finale, non cancella tutto il percorso fatto per arrivarci. Non cancella il lavoro, i sacrifici e la crescita di questo gruppo.
Adesso non è il momento di cercare rimpianti, ma di trasformare questa delusione in energia. Davanti a noi ci sono i playoff, un traguardo importante che ci offre un’altra occasione per dimostrare chi siamo davvero. Abbiamo fiducia in questi ragazzi, perché il loro valore non si misura da una giornata storta, ma dalla capacità di rialzarsi quando il colpo fa più male. Ora si riparte puntando sull’attaccamento alla maglia di Federico Pavia e Ivan Briola c’è ancora l’ambito scudetto, la Supercoppa, la Coppa dei Campioni il promesso Calliano può aspettare.
Domenica al Beppe Tirone arriva un Portacomaro altrettanto arrabbiato ed amareggiato per non aver saputo sfruttare l’occasione propizia nella semifinale di Coppa Italia proprio contro i biancocelesti. Ora temono la reazione d’orgoglio per riscattarsi davanti al pubblico amico pur avendo la consapevolezza di potersela giocare ad armi pari soprattutto se non hanno ancora smaltito del tutto la stesa di Moncalvo.
Entrambe le squadre di testa della regular season hanno scelto di cominciare le semifinali in casa, il Rocca rinunciando alla domenica ciò in caso di esito positivo dà un bel vantaggio in vista del ritorno in cui basterà un pareggio in trasferta.
Semifinali andata: sabato 18 luglio ore 16:30 Rocca-Vignale, domenica 19 Montechiaro-Portacomaro
Semifinali ritorno: sabato 25 luglio ore 16:30 Portacomaro-Montechiaro, domenica 26 Vignale-Rocca.
