
Franco Capusso attorniato da amici ed ammiratori
Franco Capusso ha ricevuto il premio Il Tambass in una conviviale tra appassionati ed addetti ai lavori come i fotografi Pier Giuseppe Bollo apprezzato dai tempi di Casale a metà degli anni settanta e Cesare Messina che immortalò il celebre calcio nella sua Portacomaro.
Classe 1950 rimane uno dei massimi esponenti del tamburello dei tempi d’oro, un predestinato grazie ad un fisico atletico e capace di sciorinare uno stile di gioco molto performante ed una generosità senza eguali e per questo divenne presto uno dei personaggi più popolari ed amati dal pubblico.
Il Bombardiere è riuscito ad imporsi ai massimi livelli prima a campo libero e poi a muro vincendo tutti i titoli che contano: la serie A open nel 1979 ad Ovada con Aldo “Cerot” Marello e Beppe Bonanate, la B nel 1971 a Scurzolengo, la C a Cunico 2001. Tra i bastioni portò in trionfo il suo Portacomaro nel 1999 da giocatore e nel 2011 da allenatore, l’ultimo titolo messo in bacheca dai verdi.
Negli ultimi anni si divide con eguale impegno e soddisfazione tra il ruolo di allenatore nel tamburello a muro dove sfrutta un invidiabile conoscenza di strategie e di capitale umano e l’allevatore e quello di addestratore di cani da caccia.
Persona affabile e carismatica con una vasta aneddotica ha sempre privilegiato il rapporto diretto con i tifosi e l’esigenza di dare spettacolo senza risparmiarsi arrivando da un’epoca in cui si giocava praticamente tutti i giorni tra partite ufficiali e tornei della festa con una grande partecipazione e visibilità. Tra tanti successi e qualche rimpianto Franco ama indugiare in ricordi di memorabili sfide e di tanti amici ed avversari di valore dai veneti ai monferrini alcuni già scomparsi ma protagonisti di un epoca gloriosa ma difficilmente replicabile.
