A.S.D. CREMOLINO

 

INTERVISTA AL VICE PRESIDENTE LUIGI GOLLO (di Diego Sciutto)

Il suo nome ricopre la casella di Vice Presidente, ma a lui poco interessano le cariche, per lui conta tirarsi su le maniche e lavorare per un obiettivo ben preciso: tenere alto il nome di Cremolino nel panorama tamburellistico nazionale.

E in questa non facile impresa Luigi Gollo dedica parte del suo tempo mettendo pure mano al portafoglio. La passione per il gioco del tamburello è sempre stata presente in lui, ma è soprattutto negli ultimi anni che decide di impegnarsi a fondo. Ed a farlo, in famiglia, non è il solo dal momento in cui i figli Fabrizio ed Andrea sono accompagnatori della squadra e svolgono il ruolo di cambio racchetta, oltre che di autisti per le lunghe trasferte. E per facilitare queste ultime, il buon Luigino ha pensato bene di acquistare di tasca sua un comodissimo pulmino che consente di trasportare nove passeggeri, in pratica l’intera squadra, tecnico compreso.

Come ti sei avvicinato al tamburello?

“Per chi ha sempre abitato a Cremolino appassionarsi al tamburello è quasi un obbligo. Fin da quando ero bambino la squadra del paese è sempre stata presente nei vari campionati siano essi del Monferrato, del Piemonte o nazionali. Alcuni decenni orsono, giocare a tamburello era una caratteristica di molti bambini della zona dell’Ovadese e non esisteva paese che non avesse il suo campo da gioco, senza contare che spesso e volentieri si giocava anche nelle piazze. In un simile contesto anch’io ho impugnato il tamburello ma, devo essere sincero, il risultato non è mai stato dei migliori, però mi divertivo”.

Dopo diversi anni ti sei ritrovato nel ruolo a te forse più consono, quello del dirigente.

“A dire il vero sono sempre stato vicino alla società, ma solamente negli ultimi anni ho deciso di impegnarmi anche a livello dirigenziale. Questa scelta mi ha fatto capire quanto sia difficile mantenere una compagine nel massimo torneo, sia sotto il profilo organizzativo che economico. Personalmente mi infastidiscono quelle persone che sono sempre e solo capaci a criticare senza mai impegnarsi fattivamente. Perché, come dirigenza, sappiamo che si potrebbe fare di più, ma per farlo serve l’apporto di più persone, oltre alle numerose già esistenti che comunque fanno la loro parte”.

C’è stato qualche momento in cui ti sei chiesto chi te lo ha fatto fare?

“Più di uno, quando certi risultati programmati non arrivano il rischio che la delusione prenda il sopravvento esiste, ma alla fine a prevalere è sempre la passione”.

Passione che peraltro hai trasmesso ai figli?

“E’ vero, entrambe si sono avvicinati al tamburello. Seguono la compagine del Cremolino in tutte le partite, ma al tempo stesso si ritagliano uno spazio giocato in quanto militano nella compagine dell’Ovada in Sport che partecipa al campionato di serie C a muro. E’ naturale che essendo anche loro appassionati della disciplina ci rende tutto più facile”.

Come prevedi possa essere la stagione del Cremolino?

“La verità è che nelle ultime due stagioni abbiamo ottenuto piazzamenti di prestigio quasi a ridosso delle due corazzate Castellaro e Cavaion. Questo ci ha un poco illuso che avremmo potuto lottare ancora alla pari con diverse compagini, ma l’avvio di campionato non è stato tanto favorevole. Abbiamo iniziato bene con il successo casalingo contro la Cavrianese, ma dopo sono arrivate tre sconfitte consecutive in altrettante trasferte. E quello che spiace è che a Medole, pur trovandoci in vantaggio fino alle battute finali, nel momento decisivo siamo crollati”.

La squadra ha ormai una propria fisionomia, segno evidente che i giocatori si trovano bene in quel di Cremolino?

“Effettivamente nella quasi totalità fanno parte della squadra già da alcune stagioni, quest’anno si è avuto il ritorno di Paolo Baggio, un elemento sul quale possiamo contare per serietà e capacità di gioco. La novità più importante è stata l’abbandono di Fabio Viotti nel ruolo di Direttore Tecnico sostituito con Giampiero De Luca, indimenticato giocatore del Castelferro e Callianetto dei periodi d’oro”.

Tutti coloro i quali conoscono la realtà del Cremolino sanno che la tua permanenza nella società è di primaria importanza per poter gareggiare nella massima serie, continuerai anche in futuro?

“Se qualcuno lo pensa non posso che ringraziarlo per questo giudizio positivo, tuttavia ci tengo a sottolineare che una società si fonda su un lavoro portato avanti dal collettivo. Una persona la potrai sempre sostituire, un gruppo è assai più difficile. In ogni caso, a Cremolino è da anni che viviamo, tamburellisticamente parlando, di anno in anno e fino ad ora tutto è filato liscio. E’ la politica dei piccoli passi che, però, ci consente, e ci rende orgogliosi, di essere l’unica realtà del Piemonte a militare nel massimo campionato”.

E di questa realtà, tutti gli appassionati del tamburello dell’Ovadese e del Piemonte, devono essere grati. Perché è grazie ai Luigino Gollo e ad altri volonterosi che questa disciplina si mantiene viva.

Nella foto

Luigino Gollo, al centro, con i suoi collaboratori Massimo Chiodo e Paolo “Nozzo” Baretto.

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