Malagò : “Il Piemonte e l’Astigiano terre di grandi campioni”

“Attenti anche agli sport tipici come pallapugno e tamburello”

Rebecca Lanzoni - Medaglia D'oro al Valore Atletico

È arrivato con qualche minuto di ritardo sui tempi previsti dalla cerimonia della consegna dei premi Coni Piemonte, ma Giovanni Malagò, presidentissimo del Comitato olimpico nazionale, si è fatto subito «perdonare» all’ingresso del Teatro Alfieri, alternando battute e abbracci che hanno immediatamente creato l’atmosfera giusta. Piaccia o non piaccia il personaggio è questo: vulcanico, ironico, preparatissimo e, soprattutto, grande uomo di sport. Così, intercettato dai giornalisti davanti al Teatro, educatamente ha risposto a tutte le domande. Dimostrando una conoscenza dettagliata di tutte le tematiche che gli competono. Anche a chi gli chiedeva, essendo l’Astigiano, terra di discipline tipiche dal grande passato (e presente) come tamburello (c’era il presidente federale, il bresciano Edoardo Facchetti) e la pallapugno, che futuro avranno questi due giochi antichi, ha risposto con cognizione di causa: «I presidenti Facchetti e Enrico Costa (balòn) sanno che noi intendiamo dare a queste discipline il massimo spazio e un grande futuro. Ma, molto, dipenderà anche dal nostro futuro. Dopo il 24 giugno, (quando ci sarà da decidere le sorti dello sport nazionale dopo la “governizzazione” dei servizi gestita dal sottosegretario Giorgetti: ndr) saremo più precisi su tutto». 
Malagò ha parlato del Piemonte sportivo e dell’Astigiano («terre di grandi campioni») e si è detto «molto felice della scelta di decentrare la festa del Coni piemontese in una provincia bellissima come questa».
A scortare in platea Malagò, c’erano il presidente del Coni piemontese Porqueddu e la delegata astigiana Lavinia Saracco, i due principali fautori di questo evento. A fare gli onori di casa all’Alfieri il sindaco (con fascia tricolore) Maurizio Rasero (insieme all’assessore allo Sport Mario Bovino), col prefetto Alfonso Terribile e le autorità provinciali. Impossibile elencarli tutti. Ma Asti ha dato il segno di un’accoglienza e di un’attenzione speciale adeguata al personaggio.
Grandi applausi
Malagò ha avuto ovviamente il ruolo più importante in in una manifestazione che ha messo insieme una qualificatissima rappresentanza dei portacolori dello sport regionale, dalle discipline meno celebrate fino al calcio femminile. Un grande «spiegamento» di sportivi (molti anche i tecnici e i dirigenti) che rendono da soli l’idea dell’importanza dell’evento.
Tanti applausi per tutti e per Malagò (ovviamente) e Lavinia Saracco. Con l’auspicio che le massime espressioni dello sport nazionale continuino a guardare ad Asti come terra di sportivi. 

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