Dalla serata del patron del balòn Araldica 7 mila euro per l’ospedale africano dei bimbi

Claudio Manera (Araldica) in tribuna [primo a sinistra]

In tanti tra gli appassionati di pallapugno ricordavano ancora, un paio di anni fa, la meravigliosa cantina di casa Araldica, al «Cascinone» (sulla sommità di quella infinita distesa di vigne tra Castel Rocchero e Acqui) affollata per uno storico incontro tra i presidenti delle federazioni di pallapugno (Enrico Costa) e di tamburello (Edoardo Facchetti). Ma, martedì sera, se possibile, c’era ancora più ressa tra botti di invecchiamento di grandi vini e bottiglie di annate da record: quasi 200 ospiti che si sono autotassati per raccogliere fondi per l’ospedale dei bambini «Hopital des Enfants» di Sopkotà nel Benin (Africa Occidentale) rappresentato dal pediatra Jacques Ahoussa. . L’iniziativa è nata su iniziativa della onlus «L’Abbraccio» di Fubine (Alessandria) (www.labracciofubine.it). 
Il «raccolto» di questa serata di degustazione di straordinarie Barbere (e di una divertentissima e un po’ estemporanea lotteria) è stato superiore alle più rosee aspettative: quasi 7 mila euro. 
Senza tema di smentita la vittoria più bella del patron Araldica Claudio Manera (impeccabile regista della serata) abituato a collezionare successi anche sportivi con le due squadre di pallapugno di Castagnole Lanze e Spigno guidate dai fratelli Massimo e Paolo Vacchetto. Non a caso in sala, c’erano alcuni tra i campioni più celebrati dell’enologia piemontese, a cominciare da Matteo Ascheri, braidese, presidente del Consorzio del Barolo: grande personaggio in tutti i sensi, un «quintale» di simpatia e saggezza langhetta. E Giulio Porzio, storico leader della Vignaioli piemontesi, presidente anche della cantina «Post del Vin» di Rocchetta Tanaro. O enologi di lungo corso come Enzo Gerbi (Cantina Sei Castelli di Agliano). Ma sarebbe un peccato capitale stilare classifiche di «importanza» in un simile parterre de roi. Basti citare le altre aziende rappresentate: da Ratti di La Morra, ai Poderi Colla di Alba, a Angelo Negro di Monteu e Marchesi Gresy di Barbaresco, dalle Cantina di Nizza e Alice Bel Colle a Marenco di Strevi . Nomi che si commentano da soli (anche per chi è astemio o «digiuno» di eventi vinicoli). Ma mai come stavolta sport e economia del territorio si sono intrecciati per una causa nobilissima. Ovviamente tutti soddisfatissimi (anche per i piatti preparati dallo chef della trattoria «Losanna» di Masio) . Ma con una notazione che vale anche nel senso più sportivo del termine: è raro infatti vedere insieme così tanti fuoriclasse delle cantine, uniti in un abbraccio ideale di tre territori di straordinaria valenza enologica come Langa, Roero e Monferrato. Che poi abbia vinto la solidarietà è quasi un dettaglio. In questo caso il risultato era scontato, anzi garantito. 

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