Il Balon d’or quest’anno è per due. “Vacchetto e Campagno lo meritano”

Premio per la prima volta assegnato ex aequo al vincitore dello scudetto e al suo rivale in finale

A una settimana dalla finale che ha assegnato lo scudetto 2021, il mondo della pallapugno si è ritrovato a Cerretto Langhe per l’attesa assegnazione

del dodicesimo «Balon d’or», il premio ideato da Flavio Borgna. Al «Crocicchio» c’erano tutti: i premiati degli anni precedenti, giocatori, dirigenti, tifosi. C’erano soprattutto Massimo Vacchetto e Bruno Campagno, i protagonisti della finale. Vacchetto ha vinto il titolo e rimarrà negli annali; Campagno, dominatore della stagione, l’ha contrastato fino a quando un infortunio al ginocchio l’ha bloccato. Era scontato che il «Balon d’Or» dovesse andare a uno dei due, ma la giuria presieduta da Felice Bertola ha preso tutti in contropiede, premiando entrambi. È la prima volta che vengono assegnati due «Balon d’or» identici: le discussioni non sono mancate, ma i protagonisti hanno meritato il premio, come dimostrano lemotivazioni.

Per Vacchetto: «Con sei scudetti vinti (come Balestra e Berruti) è uno dei giocatori più titolati della storia della pallapugno e promette di arricchire  ancora la bacheca. Ha confermato di meritare un posto fra i grandissimi di questo sport, grazie a eccellenti qualità tecniche, abbinate a una grande combattività». Per Campagno: «Nello spareggio scudetto si è arreso a due avversari: la squadra di Cortemilia e l’infortunio al ginocchio. Nonostante ciò è rimasto in campo fino alla fine, arrivando comunque ad un passo dalla vittoria. Dopo aver dominato la prima fase della stagione e aver vinto la Coppa Italia si è fermato vicinissimo al traguardo, lottando con grande cuore e dimostrando di essere un campione anche nella sconfitta».

Gli altri riconoscimenti

Il premio alla carriera è andato a Piero Galliano, acquese, 84 anni, vincitore come spalla di quattro scudetti (due con Bertola, uno con Alemanni e Feliciano). Il premio giornalistico «Dumini Abbate e la squadra della piazza» è toccato a Giovanni Smorgon (L'Ancora), Mario Pasquale, statistico della pallapugno e a Luciano Bertello scrittore e storico del Roero.

Flavio Borgna, «anima» del «Balon d’or» ha commentato: «Il grande successo dimostra che la pallapugno è più viva che mai e che è ancora vissuta con grande passione. È anche un elemento fondamentale della nostra cultura da utilizzare sempre più per la promozione turistica delle colline. I visitatori da tutto il mondo apprezzano i vini, i cibi, i paesaggi, ma vogliono anche conoscerci sempre meglio, entrare nell’ambiente naturale e culturale. La pallapugno è una bella storia da raccontare».

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