Amarcord Lituania-Italia

Dal geometra di Tigliole tra il revival dei tempi d'oro e la provocazione, fino ad un certo punto, di puntare sui muri d'appoggio contro la noia dei campi a libero

Ebbene si, questa sera "tutti" in Lituania con la nazionale! ...di football naturalmente...)

"L'amarcord" è d'obbligo, sopratutto in un periodo come questo. Sono passati ben 9 anni da quella che io reputo una straordinaria e memorabile trasferta tamburellistica.

"Olimpiade dei giochi tradizionali", Siauliai 2012, proprio in Lituania, anche numericamete è una coincidenza, basta invertire il 2 e l'1 finali. Certo molti penseranno che "non siamo un gioco tradizionale" ma allora la palla tamburello ricevette oltre che una incredibile attenzione tra le 60 nazioni partecipanti anche un premio che la riconosceva essere tra le migliori 10 presenti alla manifestazione. Personalmente ma solo personalmente, credo sia importante non dimenticare da "dove veniamo" e rappresentare la nostra tradizionalità nel mondo cosa, per noi Italia che cattura molta attenzione e ammirazione.

Una trasferta organizzata perfettamente e logisticamente sul posto anche da mia moglie Vitalija Linkiene, non me ne vogliate ma la sua presenza sul posto per ben 15 giorni prima e durante la manifestazione è stata determinante, ha permesso alla nostra nazionale di esibirsi tutti i giorni e senza sosta ovunque, con notevole pubblico presente, nei siti prestabiliti e con gli spazi adeguati anche per l'open, senza dimenticare che comunicavamo sempre in lingua madre.

Era tutto perfettamente organizzato, dalla sfilata iniziale, ai congressi, alla cerimonia di chiusura. Altrettanto importante la presenza di un "tutor" per l'Italia che organizzava interviste e presenze nelle riunioni di rappresentanza ed illustrazione della disciplina sportiva non ultima la presentazione al Unesco del tamburello. Il tamburello è stato giocato dai nostri giocatori dall'open al indoor al tambeach, veramente senza sosta, tanto spettacolare quanto economico e molto, molto ammirato da tutti. Ho personalmente ricevuto inviti per esibizioni (per farla breve con vitto e alloggio a disposizione) dai rappresentanti del Egitto, Indonesia, Bahrein, Giappone, Portogallo.

Incredibile il lavoro svolto dalla FIPT, sempre presente e sempre a disposizione per ben 6 mesi per lo svolgimento di tutte le operazioni e gli impegni necessari alla trasferta, tutti ci credevano, tutti lavoravano, questo era veramente un motore che ti invogliava a fare bene, sempre! Un motore sempre alimentato dalla straordinaria passione e fiducia di chi ci guidava: il Presidente Emilio Crosato e il Mister Sergio Zantedeschi.

Si è lavorato molto e tutti, si è raggiunta una notevole visibilità, bisognerebbe persistere e continuare a seminare per raccogliere consensi oltre confine in modo da far far sviluppare il tambass ovunque.

E' naturale che il "nostro open" avrà poca probabilità di essere giocato in paesi nordici ma essi hanno l'indoor, in spiaggia hanno il tam beach e nei nostri paesi del Monferrato il muro, questo ultimo dovrebbe veramente avere un "DOC" per la spettacolarità. A parer mio la necessità di sviluppare il tambass all'estero sarebbe determinante, penso sempre che se un giorno giocassero negli Emirati o negli Stati Uniti come in europa al indoor, è probabile che qualcuno inizi ad interessarsi anche al open.

Pensare alle olimpiadi ufficiali è bello, è un bel sogno ma rimarrà tale per molto tempo in quanto non ci sono i numeri. Bisogna partire dal basso, promuovere ovunque e sopratutto lavorare molto.

Visto che son qui dico l'ultima e poi tolgo il disturbo, sento parlare di innovazioni per il nostro sport, righe a metà campo, campi più corti, set o non set, io penserei invece a come e dove siamo nati: nello SFERISTERIO.

Questi benedetti sferisteri, tra cui quelli antichi sono ormai celebri opere d'arte primo fra tutti quello di Macerata, possedevano la fondamentale peculiarità di avere un appoggio, un muro! Non pensiamo subito ad una piazza irregolare con un muro più o meno basso e altrettanto irregolare, questo è il tambass a muro e non c'entra niente con cosa voglio dire.

La mia provocazione vuole essere quella di "poter tornare allo sferisterio", perché non dare la possibilità a chi vuole, solo a chi vuole, di erigere un appoggio regolamentare a lato del campo regolamentare (come nella palla pugno) dalla serie D alla serie A regolamentari e giocare le proprie partite in casa, sul campo con l'appoggio, NELLO SFERISTERIO!

Non tutti lo faranno, forse non succede ma SE SUCCEDE, se qualcuno lo facesse, qualsiasi campionato di qualunque serie potrebbe diventare molto ma molto interessante.

E allora stasera, tutti in Lituania davanti alla tv e forza Italia e per me certamente, anche con tanta Lituania nel cuore!

Ciao a tutti e arrivederci a presto sui campi da gioco!

Pino Olivieri da Tigliole

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