Il cordoglio del mondo del tamburello per la scomparsa di Guido Bert, Panizza: ''Esempio di passione e di disponibilità che ha saputo trasmettere ai giovani''

Il presidente del Comitato trentino tamburello ricorda Guido Bert, per 26 anni alla guida della società di Mezzolombardo: "Ha dedicato particolare attenzione al settore giovanile, conquistando 3 titoli nazionali nella categoria Juniores, 4 titoli Allievi Indoor e 4 titoli Pulcini Indoor"

MEZZOLOMBARDO. "In questi momenti di dolore, l'intero mondo del tamburello trentino e nazionale è vicino con affetto alla moglie Luciana, ai figli MauroCinzia Monica, così come a tutti i suoi cari". Queste le parole di Franco Panizzapresidente del Comitato trentino tamburello, che ricorda Guido Bert, per molti anni alla guida della società di Mezzolombardo.

Nel 1987 diventa presidente dell’Unione sportiva tamburello Mezzolombardo, nata nel 1949, subentrando al geometra Galler e rimanendo al vertice della società interrottamente per ben 26 anni, fino al 2013. "In questi lunghi anni, anche grazie alla disponibilità di alcuni preziosi collaboratori, come Livio Zeni, - ricorda Panizza - ha dedicato particolare attenzione al settore giovanile, conquistando 3 titoli nazionali nella categoria Juniores, 4 titoli Allievi Indoor e 4 titoli Pulcini Indoor. Nel 2005, Guido apre con entusiasmo le porte al settore femminile e nasce la prima squadra nella categoria Esordienti. Alcune atlete militano ancora nella massima serie, alla quale, passo dopo passo, si è approdati nel 2015".

Si è spento negli scorsi giorni e il cordoglio in piana Rotaliana è grande. Nato e vissuto a Mezzolombardo, Bert ha dedicato tutta la sua vita alla famiglia, al lavoro e alla sua grande passione: il gioco del tamburello che da giovane aveva anche praticato e che ha sostenuto, con grande passione e instancabile entusiasmo.

"Il più grande sogno di Guido era di mettere in campo una squadra da portare nella massima serie con atleti tutti di Mezzolombardo, sogno che ha potuto realizzare nel 1995 con la promozione in Serie A1. Il trofeo più prestigioso della massima serie è stata la vittoria della Coppa Italia Open 2010 con il secondo posto in campionato. Il suo impegno è stato grande, un esempio di passione e di generosa disponibilità che ha saputo trasmettere in particolare ai giovani. Ha fatto e lasciato molto alla comunità, ti ricorderemo sempre, emozionato e ospitale, sui campi del tuo moderno e accogliente sferisterio", conclude Panizza.

 

 

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