La squadra di Facchetti fa il pieno di consensi. Exploit di De Vincenzi

Il presidente Fit Angelo Binaghi (non a caso) ospite d'onore. Convergenze nel progetto Racchette in classe (tennis, ping pong e tamburello subentrato al badminton - 3° sport al mondo per diffusione) grazie alla nostra presenza nelle scuole unendo la loro popolarità e come non bastasse il colpo di fortuna del padel.

Tamburello: le elezioni per il rinnovo del consiglio Fipt

La squadra di Facchetti fa il pieno di consensi. Exploit di De Vincenzi

Il risultato delle urne (quarantesima assemblea elettiva della Federtamburello, ospite d'onore il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi), sabato a Milano, non lascia molti dubbi. La «cordata» che faceva riferimento al presidente uscente, il bresciano Edoardo Facchetti (unico candidato per le rielezione alla massima carica) ha vinto a mani basse. Vice presidenti sono stati riconfermati due «fedelissimi» di Facchetti, Andrea Fiorini e Flavio Ubiali.
Exploit di consensi per la monalese Alessandra De Vincenzi, entrata in Consiglio con l'altro astigiano, il revigliaschese Gianni Maccario. Completano il gruppo di consiglieri Salvatore Occhipinti e Mario Tondini detto Benhur. Quota atleti: Manuel Festi e Roberta Sommaggio. Tecnici: Quinto Leonardi.
Grandi esclusi il montechiarese Beppe Bonanate e l'ingegnere di Cremolino Giancarlo Marostica, tra i sostenitori della candidatura, mai concretizzata, dell'ex calciatore Damiano Tommasi a presidente federale. Per usare un termine sportivo, un po' crudo, ma efficace, Facchetti e i suoi hanno fatto (elettoralmente parlando) «cappotto». Dirigenti di società, tecnici e atleti hanno ribadito in sostanza la fiducia al progetto del presidente uscente. Che ora avrà però un compito se possibile ancora più impegnativo e pressante. Dopo il lungo stop alle competizioni open per il lockdown e e il rischio di nuove restrizioni da covid, il tamburello deve comunque ritrovare al più presto una sua «dimensione agonistica» (disputa dei campionati). Con tanti pressanti problemi sul tappeto: calo di squadre e giocatori, l'auspicato rilancio delle piazze, la ricerca di sponsor, la necessità di rendere più «appetibile» lo spettacolo, la «collocazione» stessa della Fipt che è disciplina associata Coni sotto l'ombrello di una Federazione ufficiale (la presenza di Binaghi non è stata certo un caso a Milano) e tanto altro ancora. Argomenti che serviranno da stimolo alle prossime iniziative del nuovo «governo» del tamburello.
Bonanate e compagni lasciano il campo (non solo virtualmente)da sconfitti, ma va dato loro il merito (con il «lancio» della candidatura Tommasi) di aver discusso e fatto discutere per mesi di tamburello in vista di elezioni federali che altrimenti sarebbero potute passare sotto silenzio o quasi. L'illusione della discesa nell'agone dell'ex leader dell'Assocalciatori (peraltro sempre subordinata dallo stesso Tommasi a una piena legittimazione pre-elettorale del tipo «O faccio il presidente di tutti, o niente») dapprima ha alimentato il dibattito, ma poi, una volta tramontata la possibilità che il veronese si schierasse contro Facchetti, ha lasciato di fatto il gruppo che lo sosteneva privo di un riferimento concreto. Un elemento che ha (neppure troppo paradossalmente) contribuito a compattare definitivamente lo schieramento guidato da Facchetti, trovando poi peraltro il consenso della grande maggioranza del popolo del tamburello chiamato al voto. Ma ora il Presidente(che è persona di grande equilibrio) e i suoi dovranno fare tesoro delle sollecitazioni arrivate da chi, lealmente, si è schierato, in questa contesa elettorale, sull'altro fronte. Cercando davvero di arrivare - una volta eliminate le immancabili «scorie» lasciate dalla competizione alla guida Fipt - ad una (ri)unione del movimento. Il tamburello, in questo momento, ha bisogno di tutte le risorse a disposizioni e delle voci anche critiche per un rilancio concreto. E non solo di maniera. Ma anche questo Facchetti lo sa.

 

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