"Dagli sferisteri agli stadi per ospitare le sfide di tamburello e di pallapugno"

LA PROPOSTA PER POTER SCENDERE IN CAMPO

in foto il professor Abramo Spinella

Tamburello e pallapugno abbandonano gli sferisteri per gli stadi per poter giocare? La proposta porta la firma dell'appassionato Abramo Spinella rilanciata dal portale tambass.org con l'obiettivo di far uscire dall'empasse le due discipline orfane dei campionati 2020.
Il tamburello nella «casa del calcio» era già stato sperimentato proprio ad Asti dal Callianetto «pigliatutto» su impulso del suo patron Alberto Fassio. Dunque, perché non fare altrettanto in realtà come il «Palli» a Casale, il «San Cassiano» di Alba, il «Sardi» di Canelli, «Ottolenghi» di Acqui Terme e il «Geirino» di Ovada oltre a quelli di Cairo Montenotte fino a Savona ed Imperia. Solo pochi mesi fa i tamburellisti della Lazio si esibirono all'Olimpico di Roma. Certo c'è da superare la difficoltà del «muro» alleato per balon e tambass. «La mancanza di un appoggio nella pallapugno può prevedere il sistema di giocare alla lizza» aggiunge Spinella. L'idea vuole soprattutto evitare 18 mesi che desertifichino gli impianti allontanando appassionati e sponsor ed il rischio di una ripresa nel 2021 ancora più pesante. 
«Gli sferisteri dimostrano il segno dell'età, difficili da sanificare e numero di posti per spettatori mediamente basso e comunque tale, applicando il distanziamento, insufficiente a coprire i soli costi di allestimento. 
Responsabili sono presidenti di società, appassionati e volontari, non disposti ad assumersi oneri finanziari e giuridici. Gli stadi assicurano ampi spazi per il pubblico e servizi moderni e funzionali» si legge nella proposta.
Il territorio che ha come cardini Acqui, Asti ed il Monferrato raccoglie il maggior numero di appassionati di tamburello open e muro come conoscitori della pallapugno. 
«Una proposta sportiva, che metta insieme il meglio di tamburello e balon, potrebbe contare su un elevato numero di spettatori. Le dimensioni dei campi possono essere resi identici senza inconvenienti» sostiene Spinella. Con l'invito ad acquisire da sindaci e società calcistiche la disponibilità magari a settembre, compatibilmente con le esigenze calcistiche, alcuni impianti. 
«Con una parte degli introiti di almeno cinque tornei open sferisterici aperti sabato e domenica, da mattina a sera, ad appassionati di tutte le specialità si potrà rimborsare le spese di sanificazione e, magari, rimarrà qualcosa nelle casse delle società. e magari al termine dei tornei settembrini le migliori squadre potranno sfidarsi per una sorta di champions degli sferisteri».

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