Non si gioca: ma la pallapugno resta divisa

Decisione a maggioranza del Consiglio federale, niente campionato
 
“Scelta sofferta ma inevitabile”. “No, invece si è persa una grande occasione”
 
Massimo Vacchetto rimarrà campione d’Italia in carica dopo lo scudetto vinto a novembre 2019

La pallapugno alza bandiera bianca. Il Consiglio federale riunito in videoconferenza sotto la presidenza dell'onorevole Enrico Costa, ha deciso di annullare tutti i campionati 2020, dalla serie A alle giovanili. Come unica concessione all'attività agonistica è stata lasciata la possibilità - a chi vorrà - di organizzare tornei o altre competizioni sempre nel rispetto del protocollo anti Covid-19. La decisione del Consiglio è stata presa piuttosto rapidamente. Il presidente Costa ha proposto di non disputare i campionati e con lui si sono schierati i consiglieri Fabrizio Cocino, Claudio Balestra, Domenico Adriano, Gian Pietro Pepino ed Emanuele Sottimano; si sono invece dichiarati a favore dell'attività agonistica Luca Selvini e Bruno Campagno; astenuti Silvano Curetti e Giovanni Voletti. Era assente «per motivi di lavoro» Adriano Manfredi. «Una decisione sofferta, ma inevitabile - ha commentato il presidente Costa -. Sarebbe stato impossibile svolgere un campionato degno di questo nome in una situazione con troppe incognite sul fronte normativo, organizzativo e di programmazione. La serie A doveva cominciare l'11 aprile e ad oggi non ci sono ancora indicazioni governative sullo svolgimento delle competizioni. Se ci saranno le condizioni potranno essere autorizzati o promossi tornei e manifestazioni di promozione della pallapugno».
Analogo il giudizio del doglianese Domenico Adriano: «Ho votato per l'annullamento del campionato, come presidente di società ho tante difficoltà e troppe responsabilità a far giocare la squadra. Si cambino le norme o saremo bloccati. E ho molti problemi a pagare i giocatori vista la latitanza degli sponsor: le difficoltà economiche sono insormontabili perché nessuno accetta di giocare gratis».
Due soli i voti favorevoli. Scontato quello di Bruno Campagno rappresentante dei giocatori. L'altro è del cuneese Luca Selvini: «Sono rattristato e amareggiato. È stata una decisione sbagliata, penso che il Consiglio abbia toccato un punto molto basso. Un'intera stagione senza pallapugno può avere conseguenze nefaste. Si poteva giocare, magari inizialmente a porte chiuse. Del resto, se si è approvata la possibilità di disputare i tornei, si poteva fare lo stesso per il campionato. Pure l'attività alternativa è in alto mare: bisogna capire chi organizza i tornei, chi sceglie i campi o contatta gli arbitri. Ci ritroveremo nuovamente il 29 giugno: in pratica perderemo un altro mese. In sintesi, una grande occasione persa». 

Così si è espresso il Consiglio

6 Voti contrari a giocare Enrico Costa; Fabrizio Cocino; Domenico Adriano; Emanuele Sottimano; Gian Pietro Pepino; Claudio Balestra.

2 Favorevoli a giocare Il capitano della Canalese Bruno Campagno e il segretario della SubalCuneo Luca Selvini.

2 Astenuti GiovanniVoletti(dt Bubbio);Silvano Curetti(presidente dimissionario SanBiagio).

assente per motivi di lavoro Adriano Manfredi

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