Le regole anti-Covid agitano il balon. Il presidente del S. Biagio si dimette

Le nuove norme sullo svolgimento degli allenamenti ai tempi dell’emergenza non piacciono ad alcune società, mentre i giocatori vorrebbero solo tornare in campo. Decisione finale l’8 giugno
 
Pallapugno: il protocollo approvato dal Consiglio federale va bene ai giocatori, ma non a tutte le società

Ancora «acque agitate» nel «mare» della pallapugno. Il Consiglio federale l'altra sera ha approvato il protocollo richiesto dal Consiglio dei ministri sulle modalità di svolgimento degli allenamenti per gli sport individuali e di squadra. È stato elaborato da una Commissione guidata dal dottor Carlo Villosio, presidente dell'Associazione medico sportiva della provincia di Cuneo e del Centro provinciale di Medicina dello sport. In teoria, quindi, le società che lo vogliono e che riescono a rispettare le indicazioni del protocollo, possono iniziare gli allenamenti. I più ansiosi di scendere in campo sono i giocatori, sia perché sono smaniosi di tornare dopo la lunga inattività (anche se ognuno ha cercato di tenersi in forma nelle palestrine improvvisate sotto casa), sia perché devono difendere gli ingaggi concordati prima dell'emergenza.
«Non ho ancora esaminato nel dettaglio il protocollo - dice Federico Raviola, leader della Subalcuneo - ma penso che non chieda a noi giocatori cose impossibili. Sono sicuro che tutti gli atleti siano disposti a fare sacrifici per rispettare le norme di sicurezza e discutere la diminuzione degli ingaggi alla quale si andrà inevitabilmente incontro». Bruno Campagno, rappresentante dei giocatori in seno al Consiglio federale e alla Commissione per il protocollo: «Ho sempre tenuto informato il mio presidente di quanto stavamo facendo e penso che potremmo iniziare gli allenamenti in tempi brevi. So però che non tutte le società sono pronte allo stesso modo». Capofila dei giovani battitori emergenti, Cristian Gatto, come tutti i colleghi, ha una grande voglia di ricominciare: «Il protocollo impone cose fattibili. Speriamo di poter riprendere presto gli allenamenti». Mentre rilasciava questa dichiarazione, Gatto è stato raggiunto da un messaggio della sua società che diceva sostanzialmente: «Gli sponsor comunicano che non accettano di giocare a porte chiuse». Un problema in più.
«Norme improponibili»
Più irrequieto e meno compatto il gruppo dei presidenti di società. Il più polemico è Silvano Curetti di San Biagio Mondovì (serie B): «Dopo la decisione del Consiglio federale che ha approvato, col mio voto contrario, un provvedimento di grave portata, che peserà in modo devastante sulla pallapugno, ho rassegnato le dimissioni da presidente della società. Consegnerò le chiavi dello sferisterio di San Biagio al segretario Romano Sirotto e al presidente Enrico Costa perché lo gestiscano loro. Il protocollo è improponibile in certi impianti fatiscenti. Saranno 3 o 4 gli sferisteri a norma. Le società sono in ginocchio perché stanno mancando gli sponsor».
Sul campionato, la discussione è apertissima: la decisione se disputarlo o annullarlo sarà presa dal Consiglio federale l'8 giugno. Le previsioni sono negative. Curetti: «Un mese e mezzo fa si sono riuniti i presidenti delle squadre di A e B che hanno deciso, quasi all'unanimità, di rinunciare al torneo. Vedremo se le indicazioni di allora saranno confermate». 

Verso la cancellazione dei campionati si pensa al rilancio di "Over the Top"

 Se i campionati di pallapugno saranno cancellati dalla Federazione (la decisione verrà presa l'8 giugno) i tifosi e gli appassionati saranno costretti a una lunga carestia estiva. In previsione dello stop, che appare molto probabile, da più parti vengono avanzate proposte per offrire almeno qualche scampolo di gioco e tornare a far volare il pallone. L'albese Carlo Passone in proposito rilancia Over the Top una singolare manifestazione che aveva ideato e proposto nello sferisterio di Dogliani. L'edizione del 2020 è ancora in gestazione, ma il format non dovrebbe essere molto diverso dalla prima edizione. Si tratta di una sfida fra 6 battitori e 6 spalle di A, 4 battitori e altrettante spalle di B.

«Sfida di pura tecnica pallonistica - dice Passone - con 7 classifiche che premieranno vari aspetti fra cui potenza in battuta, precisione al ricaccio al volo o al salto. I partecipanti si contenderanno il titolo di miglior battitore e migliore spalla. La manifestazione durerà due ore in modo da mantenere alta la tensione dei giocatori e del pubblico che non avrà tempo di annoiarsi». L'edizione 2005 fu vinta per i battitori da Paolo Danna davanti a Giuliano Bellanti; per le spalle da Paolo Voglino su Mariano Papone.

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