Tra Vacchetto e Campagno una finale ad alta tensione

Dopo carte bollate e ricorsi al giudice sportivo e alla Corte d'appello la parola torna al campo. Scudetto in palio, si annuncia clima rovente

ALDO SCAVINO

Dopo una settimana «di fuoco» fra carte bollate, ricorsi, discussioni e polemiche, la parola torna al campo visto che il giudice sportivo prima e la Corte d'appello poi hanno rigettato i due ricorsi della Castagnolese. Una «tegola» pesante per Vacchetto che a Cuneo, per una decina di minuti, ha assaporato la gioia dello scudetto. L'arbitro però ha ricacciato in gola le urla dei vincitori e annullato la sua stessa decisione. Il giudice sportivo e la Corte d'appello avrebbero anche potuto attribuire lo scudetto a Vacchetto, ma sarebbe stata un'assegnazione deludente. Così la finale scudetto riprende oggi alle 14 a Canale con gara 4, ammesso che la pioggia lo consenta (le previsioni non sono favorevoli). 
I due sfidanti
Intorno al match tanta tensione: i giocatori avranno una carica non paragonabile a quella degli altri incontri. Polemico Max Vacchetto: «I giudici hanno deciso così e va bene; rispettiamo le sentenze anche se non siamo d'accordo. Ci fanno giocare ancora; abbiamo già vinto tre partite (noi contiamo fra le vittorie anche quella di Cuneo perché la gara era finita); vuol dire che vinceremo anche la quarta. Era giusto fare ricorso, non noi, ma i fatti dicono che avevamo vinto. La gara di Canale sarà durissima perché le due squadre si equivalgono. Gli avversari sono forti e adesso è stata data loro l'occasione di rientrare in gioco. Cercheremo di ricacciarli indietro. La carica agonistica e la tensione emotiva però saranno altissime; possono portare a strafare se non la si saprà controllare attentamente. Sono sicuro che sarà una gara molto delicata viste le premesse. Inoltre giochiamo in casa dei nostri rivali (solo quest'anno Campagno è emigrato al Mermet di Alba, ndr) un'ulteriore difficoltà». 
Il taciturno Campagno affida le sue riflessioni al dt Roberto Corino: «Ci giochiamo lo scudetto con molta decisione. Siamo stati accusati di essere antisportivi, ma ci siamo limitati a osservare quello che avveniva in campo: hanno fatto tutto gli altri. Campagno non si è allontanato dalla zona di battuta, lontanissimo dalla caccia incriminata. Non sono state prese molto bene le provocazioni di Vacchetto; cercheremo di rispondere sul campo. Dopo tutto quello che è accaduto, quella di Canale sarà una gara "caldissima"». 
Cancelli aperti a11e 11,30, a meno che la pioggia non ci metta lo zampino. 

Vacchetto a Canale si gioca un altro match point scudetto

Dopo polemiche e ricorsi nuova sfida con Campagno

MAURIZIO SALA 

Nuovo match-ball per Araldica Castagnole che oggi si gioca la seconda possibilità di tagliare il traguardo nella volata scudetto, giunta alla sua quarta tappa. Fischio d'inizio alle 14 al «Gioetti» di Canale per assistere alla nuova sfida con la Torfit Lagche e Roero Canalese. Porte aperte dalle 11,30 e per spettatori e giocatori l'incognita della pioggia, indicata come debole nelle previsioni. Si parte dal 2-1 dopo il concitato epilogo vissuto in gara tre che ha riacceso le speranze di Bruno Campagno ed i suoi, dopo due successi pieni della quadretta astigiana. Così potrà accadere che su uno sferisterio quest'anno era orfano del massimo campionato si assegni lo scudetto della serie A. 
Infatti la Canalese dalla stagione 2019 ha preso casa nel leggendario «Mermet» di Alba ma Campagno il «Gioetti» lo conosce bene e con questa maglia ha conquistato i suoi tre tricolori (2011, '13 e '14). 
Sarà l'ottavo confronto stagionale tra Massimo Vacchetto e Bruno Campagno, col secondo vittorioso solo nel primo incrocio dell'anno e nell'ultima sfida a Cuneo. 
«Siamo ancora in vantaggio e vorremmo chiudere la sfida. Ci eravamo quasi riusciti sabato scorso e dobbiamo provare assolutamente a ripeterci» commenta il capitano della Castagnolese a cui verrebbe regalare il terzo tricolore (quinto personale). Battitore che non torna più sulla settimana di carte bollate e doppia bocciatura al ricorso presentato dalla società. «Quanto vissuto sei giorni fa a Cuneo è stata un'emozione unica. Un recupero epico e poi la gioia con la calorosa invasione di campo, che a memoria non ricordo così affollata. Poi sappiamo come è andata a finire. Proveremo a meritarci una festa altrettanto calorosa. Questo sapendo che l'avversario sarà altrettanto determinato» aggiunge Max Vacchetto. Nulla ha da perdere ed un solo obiettivo per Bruno Campagno, che vorrebbe giocarsi lo scudetto nella partita numero cinque, ultima della serie. «Questa volta non mi assenterò prima della fine e voglio essere certo di ascoltare non tre ma anche sei fischi dell'arbitro che suggellino la chiusura definitiva del match» tra ironia e scaramanzia le parole di Mario Sobrino, presidente della Castagnole che sabato a Cuneo certo del successo si era assentato dall'impianto per allestire la festa ed una volta rientrato aveva visto il punteggio del tabellone invertito. Sobrino accanto a se in tribuna avrà nuovamente Claudio Manera, patron della cantina e sponsor Araldica. Se la dirigenza negli ultimi giorni è stata impegnata nel ricorso e successivo appello, la squadra è rimasta sempre concentrata nel lavoro in campo. Doppia seduta di allenamento a Canale agli ordini di Gianni Rigo che dovrebbe confermare la stessa formazione: acccanto a capitan Vacchetto centrale sarà Emmanuele Giordano con terzini Enrico Rinaldi ed Emanuele Prandi. Nelle fila della Canalese con il tecnico Roberto Corino che oltre a Campagno si affiderà a Davide Amoretti, Stefano Boffa ed Yehia El Kara.

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