Finale scudetto, atto secondo al Mermet

Pallapugno: oggi alle 14,30 altra sfida tra Campagno e Max Vacchetto

Lo sferisterio «Mermet» teatro di mille battaglie e di sfide epiche, ospita oggi, alle 14,30 (cancelli aperti alle 11,30), il secondo atto delle finali della serie A di pallapugno. Gara importante, ma non decisiva, perché quest'anno la finale si gioca al meglio dei cinque incontri. Qualunque sia il risultato si disputerà certamente gara 3 a Cuneo; non ancora comunicate nè la data del terzo incontro, nè le sedi delle eventuali gara 4 e 5. Nel primo confronto a Castagnole Lanze ha vinto Massimo Vacchetto (Araldica) su Bruno Campagno (Torfit Canalese). 
Eterno duello
Dopo l'exploit della scorsa settimana, quando aveva azzeccato il risultato del primo incontro, il «mago» Max ha dato le dimissioni da «veggente» e non ha voluto azzardare altre previsioni: «Un'idea ce l'ho, ma non la dico. So però che sarà una gara dura». Campagno sa di non aver disputato un incontro eccezionale, con troppi errori nei momenti decisivi. La battuta tagliatissima ha creato problemi agli avversari, ma qualche volta gli è sfuggita e ha procurato danni anche a lui. Vacchetto pure non è sembrato al «top». Quando la partita si è incanalata su binari a lui favorevoli ha lasciato andare il pugno: in alcuni scambi si è rivisto il Vacchetto migliore. 
«Stiamo bene - ha detto Campagno - ma l'umore non è dei migliori. Perdere una partita così non è piacevole. Potevamo andare in fuga nel primo tempo e non ci siamo riusciti. Gli errori con le battute tagliate sono inevitabili. Non so se continuerò a battere così; dipende da come va la partita e dalle condizioni atmosferiche. Spero che anche ad Alba i tifosi accorrano numerosi».
Capitolo Mermet, un campo dov'è stata scritta la storia del balon, il «Maracanà delle Langhe» secondo Giovanni Arpino. Chi favorisce? «Il Mermet è il palcoscenico migliore per una finale, per la sua storia e per i campioni che vi hanno giocato - ha detto Vacchetto -. Di giorno però è un campo difficile, non concede errori. Lo conosciamo bene entrambi». Campagno: «Il Mermet ormai è il mio campo lo conosco quanto Vacchetto e mi trovo bene. Anche in questo saremo alla pari». 

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