Campagno a Castagnole: "Pronto alla volata tricolore. Ma Massimo è il favorito"

Bruno Campagno (Canalese), 30 anni, tre scudetti in carriera

Oggi alle 14,30 il via alla finale-1 con Vacchetto

Che la volata scudetto abbia inizio. Oggi alle 14,30 tutti sulle tribune del «Remo Gianuzzi» di Castagnole Lanze, dove i cancelli sono aperti dalle 11,30, per vivere da spettatori il primo atto delle finali che eleggeranno i campioni d'Italia della pallapugno tra Araldica Castagnole e Torfit Langhe e Roero Canalese. Massimo Vacchetto e Bruno Campagno ancora loro rivali per l'atto finale della serie A 2019 griffata Banca d'Alba Moscone. Tra i due campioni che hanno conquistato sette degli ultimi otto titoli, si tratta della sesta finale. Max Vacchetto insegue il quinto personale scudetto, terzo per i colori della Castagnolese. Tre le vittorie "scudettate" su Campagno. Quest'ultimo ha già in dote tre Tricolori tutti con la maglia della Canalese.

Campagno, dunque proverà a calare il poker...
«Questo è l'impegno ma consapevole che sarà dura. ed agli avversari lascio volentieri i favori del pronostico. Castagnole vanta uno tra i migliori se non il miglior battitore, ma anche Rinaldi che è forse il terzino a muro più forte. E' una squadra completa che ha tanti colpi e dovremo battagliare per provare a buttarli giù».
Peraltro si inizia al «Gianuzzi».
«Un campo su cui abbiamo reso amaro il loro debutto stagionale ma su cui nei play off si sono vendicati. Sferisterio su cui ho anche disputato partite importanti. Ho vinto una Supercoppa e nel ritorno della finale scudetto 2017 ho perso 11-10 per un solo "15". Se sarà alleato di Campagno mi auguro che lo sia altrettanto il Mermet con me sette giorni dopo. Un campo su cui all'inizio ho faticato non poco ma adesso lo conosco. Anche se Massimo ci ha giocato in passato per diverse stagioni».
Piace la nuova formula al meglio delle cinque gare?
«Il giudizio lo esprimo a serie sarà finita. Ma trovo giusto che si provasse a sperimentare, anche se per noi giocatori sarà sicuramente più dura. Anche la preparazione è leggermente modificata con tempi più lunghi e allenamenti con meno carichi per prolungare la condizione. A parte il verdetto sarà lo spettacolo e la risposta del pubblico a determinarne il verdetto».
Giudizio che si può già esprimere sulla stagione della Canalese?
«Uno scudetto ovviamente cambia tutto. Ma il voto è già positivo, nonostante la sconfitta nella finale di Coppa Italia. Mi sono tolto delle soddisfazioni e mi sono divertito nel giocare e nel vincere. La condizione c'è e la determinazione pure per provare a chiudere al meglio».
E che campionato è stato per il balon?
«Parto dai playoff e dalle semifinali decise allo spareggio che hanno portato tanto pubblico e spettacolo. Ovviamente si deve lavorare ancora per far si che gli spettatori non siano solo i fedelissimi di sempre. Certamente se un giovane si fosse avvicinato in questa fase non potrebbe che essere coinvolto. Noi giocatori tutti penso abbiamo offerto prestazioni di livello».
Dopo Castagnole ed Alba la serie proseguirà a Cuneo.
«La formula permette di recuperare ma iniziare bene è un vantaggio e si parte da Castagnole. Inseguire è sempre difficile. Certamente se si andrà alla quarta partita ci sarebbe l'ipotesi di Imperia (se agibile) oppure Canale, sferisterio che considero casa mia. Sarebbe tanto bello quanto difficile visto che potrebbe trattarsi di una sfida decisiva». 

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