I "soliti due" del balòn Vacchetto-Campagno verso la grande sfida

Massimo e Bruno (in foto) si giocano il primato nello scontro diretto. Un torneo che ha rispettato finora le antiche gerarchie

Dopo una serie infinita di sfide - cominciate come sempre al calare dell'inverno e intervallate adesso dagli incontri di Coppa Italia - ora finalmente il massimo campionato pallonistico comincia a delineare le sue gerarchie. Ma anche se siamo "soltanto" alla seconda fase (playoff e playout ,in attesa di conoscere gli incroci delle semifinali) quella che il tabellone ha finora espresso è, neanche a farlo apposta, la riproposizione di un duello già visto e rivisto nell'ultimo decennio. Non a caso (andiamo a memoria) negli ultimi otto campionati sette sono stati appannaggio dell'accoppiata Massimo Vacchetto (quattro scudetti) e Bruno Campagno (tre) con l'unica eccezione di Federico Raviola (Cuneo) che ha conquistato il titolo 2018. E la classifica attuale recita esattamente: Vacchetto e Campagno primi e domani sera alle 21 a Castagnole Lanze rivali nella partitissima che più partitissima non si può. E - guarda caso - Raviola terzo staccato di due punti, davanti all'altro Vacchetto, Paolo. 
Come dire, che cambiando l'ordine dei fattori, il risultato non cambia. Perchè tutto può essere nello sport, ma senza infortuni (ovviamente non augurabili a nessuno) è difficile (certo non impossibile) che alla fine possa esserci un quarto incomodo nella lotta scudetto. Con buona pace di chi ad ogni stagione si ingegna (a fin di bene, per carità) ad assemblare le squadre sulla base di punteggi che tendono a riequilibrare le forze in campo. Un paio di anni fa i grandi rivali, Vacchetto e Campagno, arrivarono a sfiorare la squalifica, rei di aver «osato» sfidare la Federazione chiedendo a gran voce di non essere penalizzati nel «gioco al massacro» dei punteggi che li privava dei migliori compagni di squadra. D'altro canto la Federazione (per bocca dell'attuale vicepresidente vicario Fabrizio Cocino: a proposito, complimenti al suo «pupillo» Gilberto Torino, autore di un grande campionato a Santo Stefano Belbo) aveva risposto che solo restituendo equilibrio alle sfide si poteva mantenere alto l'interesse degli appassionati e quindi garantire buoni incassi alle società. 
Due posizioni divergenti, ma entrambe degne di essere messe sul piatto della discussione.
Resta però un fatto, matematicamente e agonisticamente finora incontrovertibile: se Massimo (Vacchetto) e Bruno (Campagno) stanno bene, restano loro i fari del campionato. Con un rivale come Raviola insidiosissimo e che ha dimostrato nell'ultima stagione di sapersi gestire benissimo in vista delle finali scudetto. 
Questo ha detto ancora una volta «il campo» fino a questo punto: vediamo se i pronostici, la «logica», la matematica e quant'altro, potranno essere smentite o ribaltate nel momento decisivo della stagione. Il campionato è intrigante, ma la sfida tra i «soliti due» ha sempre qualcosa di speciale. E merita di essere vista, colpo su colpo. 

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