Marco Marostica: giocare in serie A 40 anni dopo i trionfi di papà

Marco Marostica pronto al debutto in serie A open.
Un altro Marostica nel mondo del tambass Giancarlo fu una leggenda, ora tocca a Marco. Completa con Fabrizio Campanella la rosa del Cremolino.
Giocherà nella serie A di tamburello per la squadra del paese, con quella maglia che quarant'anni prima aveva indossato il papà.
Il figlio d'arte è Marco Marostica, 25 anni: il padre Giancarlo era stato un simbolo del tambass alessandrino nel decennio a cavallo fra il '70 e l'80 e ancora adesso è da molti riconosciuto come uno dei più grandi interpreti della disciplina, in particolare nella specialità del muro (fra l'altro, è candidato come delegato regionale in vista delle elezioni federali).
Il figlio prova a emularme le gesta: un onore, ma anche un onere visto che dovrà difendere i colori del suo Cremolino. «Sono molto felice di essere stato scelto dalla società – commenta Marco –. Non giocavo da un paio d'anni per un problema alla schiena e per me è un'occasione importante per ripartire e rimettermi in gioco. Vedremo se il fisico mi consentirà di fare tutto il campionato. Io mi auguro di sì».
Il nuovo arrivato era stato operato di ernia del disco quando aveva solo 18 anni, con inevitabili conseguenze anche sulla carriera sportiva. «Le mie due ultime esperienze sul campo sono state a Grazzano e a Montemagno, nel muro e non nel torneo open – prosegue –. Prima ho fatto il settore giovanile a Viarigi vincendo il titolo italiano di categoria nel 2011. Mio padre mi ha seguito e sostenuto fin da quando ero piccolo, portandomi sempre a giocare nell'Astigiano in modo da potermi confrontare con atleti di livello più alto quando in provincia di Alessandria non erano presenti formazioni di grosso calibro».
La passione di famiglia è la stessa, ma le caratteristiche fisiche e tecniche sono diverse. «Ci accomunano la grinta e l'aspetto mentale - spiega Marco Marostica -. Lui però è destro, io mancino. Mio padre era molto leggero, mentre io come fisico sono più massiccio. Abbiamo due stili diversi. Da allora però è cambiato tutto, a cominciare dal materiale dei tamburelli e delle palline. Impossibile fare un paragone preciso a distanza di tempo». Marco è stato scelto insieme a Fabrizio Campanella a completamento di una rosa che comprende anche Ferrero, Tanino, Briola, Bottero e Accomasso.
«Ho già fatto qualche allenamento con loro e li conosco già da diversi anni - dice ancora -. Spero di avere la possibilità di giocare e di stare bene con la mia schiena. Ci sono tanti giocatori della mia età che non hanno mai smesso e che ora giocano regolarmente in serie A. Non mi sento di certo a fine carriera nonostante gli stop e c'è tempo per recuperare, ma è difficile tornare ad alti livelli. Negli anni ho fatto ciclismo, nuoto e palestra, ma adesso la priorità è l'università. Studio Farmacia a Pavia e spero di laurearmi nel prossimo anno e mezzo, massimo due».

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