Baldini: “Troppe regole per la ripresa. Si chiude qui”

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Il gruppo trentino del Castellaro

MANTOVA Nulla da fare: anche il tamburello alza bandiera bianca. Sino all’ultimo si è sperato di riuscire a far partire la stagione open per tutti i campionati dalla A alla D delle varie specialità, compreso il tamburello a muro e il tambeach, ma al termine della riunione del Consiglio Federale nazionale svoltasi sabato scorso è giunta l’amara sentenza. Tutto rimandato, quindi, al 2021, salvo che nel frattempo si possano creare le condizioni per consentire il regolare svolgimento da novembre a gennaio della stagione indoor. «Una decisione giusta – precisa Luca Baldini, dt del Castellaro nonché componente del Consiglio Federale – anche se assunta non all’unanimità. Infatti tra noi vi era chi puntava a temporeggiare ancora prima di porre la parola fine. Tra le ipotesi presenti sul tavolo, anche quella di puntare su un’edizione speciale della Coppa Italia per le squadre maschili e femminili di serie A e B e Coppe regionali per le altre categorie. Ma anche questa è stata ritenuta non percorribile. A mio avviso, di conseguenza troppi erano i dettati da rispettare per pensare di far partire la stagione. Una stagione che sarebbe stata affrontata, tra le altre cose, a porte chiuse e con il rischio di una defezione di parte degli sponsor. Meglio pensare a programmare il 2021».
A questo punto, l’aspetto allenamento individuale e di squadra perde stimoli? 
«Per taluni versi sì, ma non dobbiamo dimenticare che la salute delle persone ha la priorità su tutto. Ogni società che decida di procedere con l’attività, seppur quella dell’allenamento, deve avere al proprio interno un responsabile Covid-19 che si occupi di far rispettare ogni parte del protocollo sanitario stabilito dalla Federazione. Altro elemento che va tenuto in considerazione è che si è deciso di lasciare ai comitati provinciali e alle singole società la possibilità, qualora si aprissero degli spazi per l’attività agonistica, di allestire dei tornei anche per il settore giovanile».
Altre decisioni assunte?
«Tra le più significative, senza dubbio vi è quella che tutto viene congelato e rinviato al prossimo anno, compresi i punteggi ottenuti da ogni atleta; punteggi che determinavano la possibilità per il singolo di restare in un club o dover cambiare casacca. Anche per i giovani tutto rimane invariato. Inoltre è stato deliberato dal consiglio la possibilità di richiedere al credito sportivo un prestito per aiutare le società più in difficoltà».
Se così è, vuol dire che le squadre partiranno nella prossima stagione con il medesimo organico?
«No. Il mercato, se vogliamo usare questo termine, rimane aperto e quindi non escludo che all’inizio del campionato 2021 i quintetti non abbiano le medesime caratteristiche di quelli allestiti quest’anno».
Alla luce della decisione assunta dal Consiglio Federale, lei nella veste di dt del Castellaro chiamerà i suoi ragazzi per gli allenamenti di squadra?
«Ho parlato con i dirigenti e siamo giunti alla decisione di soprassedere agli allenamenti, di non fare nulla, bensì puntare tutta l’attenzione sulla prossima stagione». 

 

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