Il consigliere Baldini: “Non possiamo perdere nessun club”

Luca Baldini

Luca Baldini

MANTOVA «L’obiettivo primario della Federazione, al di là degli aspetti collegati all’avvio della nuova stagione, sarà quello di non lasciare nessuno al palo. Si cercheranno, quindi, soluzioni che potranno consentire all’intero movimento tamburellistico di camminare unito». Questo è il pensiero emerso dalla recente riunione del consiglio federale nazionale della Fipt e sottolineato da Luca Baldini, dt dell’E. Guerra Pasino Tamburello Castellaro nonché componente del massimo organismo dirigenziale di questa disciplina. «Mai come in questo momento – ribadisce Baldini – non possiamo permetterci di perdere qualche società. La situazione è assai complicata; per questo stiamo compiendo una serie di valutazioni che portino alla creazione di strumenti che una volta adottati impediscano il più possibile che qualche sodalizio decida di chiudere i battenti. Tutto ciò dalla serie A ai settori giovanili. La questione economica legata agli sponsor la stiamo monitorando con la massima attenzione».
Dal consiglio federale dello scorso 18 aprile cosa è emerso?
«Prima di tutto abbiamo compiuto una valutazione sullo stato dell’arte e in particolare si è posto l’accento sulla grave situazione che stanno affrontando province come Bergamo e Brescia. All’unanimità si è deciso di rinviare qualsiasi decisione in merito alla ripresa o all’eventuale sospensione definitiva di tutta l’attività federale in una prossima riunione di Consiglio Federale che si svolgerà dopo il 4 maggio. Oggi, più che mai, infatti, c’è bisogno, nell’onorare la nostra attività, di svolgerla nel rispetto di tutte le norme di contenimento e prevenzione sanitaria che verranno disposte. Stante quindi l’attuale situazione, si dovrà attendere le ulteriori disposizioni governative per le attività sportive, al fine di poter prendere una decisione definitiva sugli allenamenti, campionati ed eventi di ogni serie e categoria per l’anno 2020».
Nell’eventualità di una partenza, il tutto dovrà avvenire a “porte aperte”?
«Il tamburello diversamente da altre discipline non prevede il contato tra gli atleti ed inoltre i nostri impianti sono ampi da consentire il rispetto delle distanze anche da parte del pubblico, quindi, questo sarebbe il problema minore. Attendiamo comunque di conoscere l’esito dell’incontro che il Coni avrà con il ministro dello sport e con le Federazioni per comprendere quali siano gli spazi reali a nostra disposizione per un’eventuale programmazione della nuova stagione».

 

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