Il tempo di Montechiaro capitale

Casa Paletti al gran completo ha onorato al meglio la presentazione delle squadre e dell'attività piemontese

In altri tempi la presenza dei campioni del Cavaion in ritiro a Cerro Tanaro avrebbe impreziosito la bella festosa cerimonia di presentazione dell'attività tamburellistica Piemonte andata in scena al teatro comunale di Montechiaro d'Asti sotto l'abile regia di Ivo Anselmo alla presenza dei vertici federali locali. La prima senza i vertici nazionali, senza le due società finora scudettate ovvero il Cinaglio (impegnato nelle finali allievi indoor a Riano) e l'Ovada Paolo Campora, senza i big fuori regione dell'open la cui assenza si presta a varie letture.

Di ritiro del Cavaion si è parlato molto a margine per l'inaspettato rumor di un disimpegno del patron Guido Peroni per quella che potrebbe essere l'ultima stagione ai vertici. Lieti di essere smentiti ma i sintomi di un malessere per la rotta intrapresa sono palpabili nel lombardo veneto ed il nostro sport ha avuto finora le spalle larghe all'abbandono da vincenti di realtà come Callianetto, Castelferro, San Paolo d'Argon, Borgosatollo.

Nell'era del segno meno per la diminuzione di società, squadre, praticanti e tifosi l'open si è ritagliato un suo spazio anche nella capitale del muro, specialità che prospera grazie anche al declino del campo libero, ad una maggiore comodità e facilità di gioco che premia i giovani. Ha tenuto banco il deplorevole caso Cerrina che ha prodotto pure qualche effetto positivo come la magistrale mossa del cavallo del presidente Facchetti di ripescare l'Arcene ridando fascino alla massima serie e rendendo di nuovo contendibile la serie B, "Ciccio" Ledda da oscuro terzino diventa uomo mercato ed il bacino d'utenza della Val Cerrina va ad ingrossare gli incassi del muro.

Meritava l'esordio in esclusiva quello del Chiusano nella massima serie contro il non insuperabile Sommacampagna ma gli interessi del mondo del muro di terminare entro agosto per poi dedicarsi al palio, sagre, vendemmia ed attività varie hanno fatto anticipare l'inizio del torneo. Apprezzabile la cortesia del Rilate di anticipare l'esordio casalingo contro il Moncalvo al sabato così da non avere concorrenza almeno in Val Rilate. Doveroso l'inizio della kermesse con gli applausi più convinti con la bella realtà chiusanese chiamata a tenere alta la tradizione del Piemonte assieme al collaudato Cremolino. La presenza della Svab di Sandro Vigna nella locandina di Chiusano - Sommacampagna del 24 marzo vuol dire che la provvidenza vede e provvede.

Come previsto a monopolizzare l'attenzione è stato il torneo a muro quest'anno incertissimo con tanti squadroni dai budget elevati e tasso tecnico notevole. Per sei mesi, dal 23 marzo a Montechiaro con l'esordio del Rilate (squadra stampella per portare a 9 le formazioni) fino al 15 settembre, dove la Pro loco sul campo amico del Beppe Tirione si augura di mettere in bacheca la terza Supercoppa. Il nuovo muro perso l'ovadese e l'oltretanaro si concentra in 8 paesi monferrini con tantissime epiche sfide dall'esito imprevedibile.

Confermato il chiacchericcio della finalissima del 4 agosto al Cesare Porro di Vignale, una scelta di buon senso per una finale in cui si tornerà a superare quota 1000 facendo dimenticare i 600 spettatori di due anni fa causati dall'effetto punteggiopoli. La Coppa Italia torna, come anticipato al Beretta di Tonco già tempio di memorabili edizioni. Saggiamente si gioca solo in notturna con nel tardo pomeriggio attività giovanile. Finale domenica 25 agosto.

L'oltretanaro non è perso del tutto in quanto il comune di Rocca d'Arazzo organizzerà a maggio sotto l'impulso di Pierino Alciati un torneo in notturna in cui si cimenteranno oltre le grandi del muro, il Cremolino e Sabbionara di serie A open. Due squadre con atleti di non grande tradizione murista e quindi le sorprese non dovrebbero mancare. Incassato devoluto al centro tumori di Candiolo.

In altri tempi in questo fine settimana ci sarebbero state 4-5 presentazioni ora si bada più alla sostanza che alla forma cambiando il modo di rapportarsi tra società e sponsor.

La serata gremita di protagonisti ed addetti ai lavori è stata ottimamente organizzata da Pro loco, comune e volontari di Montechiaro oltre a dar spazio ai dirigenti della serie C e D open, al femminile ed è stata ironicamente ribattezzata di consegna dei calendari. 

Sono mancati gli appassionati semplici quelli che in ogni sport al botteghino mandano avanti la baracca a cui interessa conoscere il calendario degli incontri che a breve saranno disponibili in rete e nel librettino stampato in numerose copie. Prendendo spunto dai fratelli maggiori della pallapugno e trattandosi di un campionato nazionale il lasso di tempo congruo può essere stimato in 45 giorni prima dell'inizio del torneo.

Le varie società suppliscono anticipando le bozze ai propri simpatizzanti con vari mezzi così da fare scelte consapevoli.

Sono state Casa Paletti con a ruota il Castell'Alfero le formazioni più complete a salire sul palco, a seguire le altre. Il Grazzano si presenta umile senza Vittorio Fracchia ma si sa la loro predilizione per le premiazioni di fine anno. Il Rilate ha tenuto un basso profilo ma la stagione è lunga oltre ad essere attesa al 14 settembre alla prova organizzativa al Nazario Tirico della finale di serie A femminile.

Per l'ordine delle partecipanti è attendibile quello pronosticato del prof. Miglietta con Grazzano, Montechiaro, Montemagno, Casa Paletti, Calliano, Vignale, Moncalvo, Castell'Alfero, Rilate. Panzini e compagni saranno davvero noni?

Lo zero tituli nei giovanili indoor impone una seria riflessione per ridare impulso all'attività scolastica e giovanile ma l'immagine finale con le nuove leve sul palco in rappresentanza di belle realtà come Casa Paletti, Cerro Tanaro, Castell'Alfero, Rilate, Gabiano lascia sperare in un futuro di nuovo roseo.

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