COPPA ITALIA 2026, IL TAMBURELLO TORNA A CASA: MONCALVO PRONTA A VIVERE UN’ESTATE DA PROTAGONISTA
Presentata alla Cascina Monfrin l’edizione del cinquantenario del Tambass: finalissima il 12 luglio alla Fossa dei Leoni “Roberto Carni”, tra sport, tradizione e valorizzazione del territorio.
La suggestiva cornice della Cascina Monfrin ha ospitato ieri sera la presentazione ufficiale della Coppa Italia di Tamburello a Muro 2026, appuntamento che si inserisce nelle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del Tambass. Dopo il primo momento celebrativo andato in scena nelle scorse settimane al Teatro Civico di Moncalvo, l’attenzione si è spostata ora sul grande evento sportivo dell’estate.
Ad aprire la serata, condotta da Ivo Anselmo e Alessandra De Vincenzi, è stato il celebre pensiero di Cesare Pavese: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei è lì ad aspettarti.” Una citazione che ben rappresenta il ritorno del tamburello nella sua casa naturale: Moncalvo.
Il legame tra la città e questo sport affonda le radici nella storia. Già nel 1905 una commissione stabiliva che destinare un terreno al gioco del tamburello risultasse più remunerativo di qualsiasi attività agricola, testimonianza di quanto questa disciplina fosse già allora parte integrante della vita del territorio.
Sarà infatti la Fossa dei Leoni “Roberto Carni” ad ospitare la Coppa Italia 2026. Una sede prestigiosa per una manifestazione che, nell’anno del cinquantenario del Tambass, assume un significato ancora più importante.
Durante la presentazione sono stati illustrati anche i dettagli della formula. Le prime due classificate della regular season accederanno direttamente alle semifinali, mentre la finalissima è già fissata per domenica 12 luglio alle ore 16 proprio a Moncalvo.
La suggestiva cornice della Cascina Monfrin ha ospitato ieri sera la presentazione ufficiale della Coppa Italia di Tamburello a Muro 2026, appuntamento che si inserisce nelle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del Tambass. Dopo il primo momento celebrativo andato in scena nelle scorse settimane al Teatro Civico di Moncalvo, l’attenzione si è spostata ora sul grande evento sportivo dell’estate.
Ad aprire la serata, condotta da Ivo Anselmo e Alessandra De Vincenzi, è stato il celebre pensiero di Cesare Pavese: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei è lì ad aspettarti.” Una citazione che ben rappresenta il ritorno del tamburello nella sua casa naturale: Moncalvo.
Il legame tra la città e questo sport affonda le radici nella storia. Già nel 1905 una commissione stabiliva che destinare un terreno al gioco del tamburello risultasse più remunerativo di qualsiasi attività agricola, testimonianza di quanto questa disciplina fosse già allora parte integrante della vita del territorio.
Sarà infatti la Fossa dei Leoni “Roberto Carni” ad ospitare la Coppa Italia 2026. Una sede prestigiosa per una manifestazione che, nell’anno del cinquantenario del Tambass, assume un significato ancora più importante.
Durante la presentazione sono stati illustrati anche i dettagli della formula. Le prime due classificate della regular season accederanno direttamente alle semifinali, mentre la finalissima è già fissata per domenica 12 luglio alle ore 16 proprio a Moncalvo.
La Coppa Italia rappresenta da sempre la “sorella” del campionato, insieme alla Supercoppa, ma il 2026 vedrà anche il ritorno di un’altra manifestazione storica: nel mese di settembre andrà infatti in scena una sfida spettacolare tra i migliori giocatori della specialità Open e quelli del Muro. La Supercoppa, invece, verrà disputata il 30 agosto in una location che gli organizzatori hanno preferito mantenere ancora segreta.
Grande spazio è stato dedicato anche agli eventi collaterali. Il 2 luglio Cascina Monfrin ospiterà infatti la prima “Notte del Tamburello”, una serata all’insegna della convivialità, senza incontri ufficiali ma con protagonisti giocatori del muro, dell’open e tutti gli appassionati. In programma una grande cena, prodotti del territorio e dj set, per celebrare uno sport che rappresenta uno stile di vita e un patrimonio culturale del Monferrato. Le prenotazioni saranno raccolte presso l’Agrimacelleria Fratelli Micco.
Numerosi gli interventi istituzionali. Il presidente federale Edoardo Facchetti ha espresso soddisfazione per il ritorno della Coppa Italia a Moncalvo, augurandosi che la città possa presto tornare ad avere una squadra protagonista nel massimo campionato.
Il vicepresidente vicario del CONI Piemonte Lavinia Saracco ha parlato di un “momento magico” per il tamburello, rivolgendo il proprio in bocca al lupo a tutti gli atleti impegnati nella competizione.
Il sindaco Diego Musumeci ha ribadito come Moncalvo sia da sempre una città di sport, capace di esprimersi nel calcio, nell’hockey e naturalmente nel tamburello, auspicando anch’egli il ritorno di una formazione moncalvese ai massimi livelli.
Non sono mancati gli interventi dedicati al forte legame tra sport e territorio. Paolo Massobrio, fondatore di Golosaria, ha sottolineato come tamburello ed enogastronomia siano uniti dalla stessa parola: passione. Dello stesso avviso anche la presidente regionale UNPLI Luisella Braghero, che ha ricordato come molti presidenti delle Pro Loco siano anche giocatori di tamburello, evidenziando come Tambass e Pro Loco rappresentino due straordinari ambasciatori del Monferrato.
Con la definizione della classifica della regular season, arrivata proprio nelle scorse ore, il conto alla rovescia può finalmente iniziare. Moncalvo è pronta ad accogliere nuovamente uno degli appuntamenti più prestigiosi del tamburello italiano, in un’estate che si preannuncia ricca di sport, tradizione e senso di appartenenza.
