Montechiaro fa rombare la motosega. Vignale perde Supercoppa e triplete

Montechiaro conquista la Supercoppa. Romba la motosega del supertifoso «Dande» ed i tifosi biancocelesti possono fare festa salvando pure l'onore astigiano del tambàss che rischiava di restare a digiuno di titoli nel 2021.
Infatti il Vignale manca all’ultima portata la «grande abbuffata» sfiorando, dopo Coppa Italia e scudetto il triplete nella serie A. Ma pure gli altri titoli dei bastioni erano finiti nel lato alessandrino del muro, con il Vignale Castelli che aveva primeggiato in serie B ed il Frassinello ha conquistato la C.

Gli sfottò
«Sapete solo vincere a Vignale» gli ultimi sfottò dei supporter montechiaresi. Infatti dopo le due finali al «Porro» l'ultimo trofeo è stato assegnato sull'asfalto di Portacomaro, dove sono stati ancora i trampolini supplementari a decidere ancora una volta il match dopo quelli vissuti negli spareggi di semifinali. Ben oltre tre ore e mezza di scambi prima del "15" che chiudesse il confronto e premiazione sotto la luce dei lampioni di piazza Marconi.

La partita
L’equilibrio mancato sette giorni prima nel confronto per il Tricolore si è visto ai piedi del Ricetto. Match che pareva segnato con Montechiaro 18-15 ma il mai domo Vignale è riuscito a riacciuffarla e portare il confronto all’extra time che si è però chiuso al quarto punto consecutivo della squadra della Val Rilate, capace al rimando di concedere solo quattro "15" ai rivali. «E' stata una maratona vera e propria - interviene capitan Davide Tirone - la Supercoppa forse è la coppa meno ambita tra quelle in palio durante la stagione dei bastioni , ma ieri abbiamo giocato non tanto per il trofeo (comunque il terzo messo in bacheca dal Montechiaro di cui i due ultimi assegnati) ma soprattutto per dare una risposta al mondo del tamburello».

Le reazioni
Entra nel dettaglio Tirone: «forse se la finale scudetto si fosse giocata su campo neutro ci sarebbe stata una altrettanto grande partita, indipendentemente da chi avrebbe vinto. Magari il Vignale e noi ancora battuti». Sotto i bastioni del neutro di Portacomaro Montechiaro e Vignale non si sono risparmiate e hanno offerto spettacolo e colpi da applausi. Gli alessandrini hanno operato solo il cambio in prima linea con a riposo Monzeglio e Tibaldero sostituiti da Scifo e Rabagliati. «Ma ce le siamo date di santa ragione.

Lo spettacolo
Il pubblico ha apprezzato: colpi e recuperi al limite delle possibilità» annotano orgogliosi i ragazzi del Montechiaro. «In questa stagione abbiamo incrociato il Vignale quattro volte, abbiamo vinto tre volte e loro solo una - sottolinea ancora capitan Tirone - Peccato aver perso proprio quella che valeva lo scudetto. Ieri abbiamo vinto noi ma anche il tamburello a muro premiando l'affetto mostrato dal pubblico che si è presentato numeroso in piazza» conclude il fondocampista Tirone. —

Il rito Propiziatorio. Il segreto del pranzo al “Cjabot d’ Gianduja” e la partita a carte di “marca al re”

Il pranzo saltato e la mancata partita di marca al re. Ecco svelato il motivo per cui il Montechiaro ha perso lo scudetto dei bastioni. Un vero e proprio rituale segreto, non rispettato nell’occasione, che si sarebbe rivelato più forte delle giocate di Valle e compagni sul campo di Vignale? Risposta impossibile. La certezza è la curiosità che viene resa pubblica solo nell'ultimo atto della stagione del tambàss. A darne comunicazione uno degli stessi protagonisti. «Con la Supercoppa portata a casa possiamo svelare il segreto all'origine delle nostre vittorie» dice capitan Davide Tirone. Un rituale che accanto al fondocampista montechiarese ha coinvolto il compagno battitore Manuele Tirico, il super tifoso "Dande" e l'ex giocatore Loris Sovena. Spettatrici e
testimone le piccole figlie di Tirone, Rebecca e Aurora. Il gruppo, prima di ogni partita, pranzava al ristorante "Cjabot d' Gianduja" a Callianetto, poco distante dal "Dezzani-Rosso”, sferisterio su cui i giovani Tirone e Tirico avevano calcato la scena nazionale open. Terminato di pranzare sul tavolo apparivano le carte per la sfida di marca il re. «Tutto rispettato tranne una sola volta, prima della finale scudetto quando purtroppo il ristorante è risultato tutto esaurito. Sappiamo come è poi andata a finire» ride ora capitan Tirone.

 

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