Montechiaro vince sul filo di lana e vola in finale sotto i bastioni

Sarà il Montechiaro la rivale del Vignale nella sfida che assegnerà il Tricolore del tamburello a muro.

Il Montemagno ko nei supplementari Domenica sfida scudetto con il Vignale

A distanza di ventiquattro ore dall’avvincente «bella» costata l’eliminazione ai campioni del Grazzano, a Portacomaro si è assistito all’altro spareggio fatale stavolta al Montemagno. Ancora i trampolini supplementari chiusi dopo 4 ore e mezza di scambi sull’asfalto ai piedi del Ricetto sono stati decisivi (3-3) per pronunciare l’ultimo verdetto delle semifinali dopo la parità ai 18 giochi.
La cronaca
Parte bene Montechiaro che strappa i primi giochi in battuta (2-1) e oi allunga al rimando (5-1). Montemagno carbura e recupera (5-4 e 7-5) per operare il sorpasso sull’8-7. Parità ai 9 giochi e si ripete il copione del giorno precedente col sole a rendere difficile ogni colpo alla battuta. Così Montemagno avanti 12-9 ma Montechiaro risponde (12-12). Montemagno restituisce il trampolino netto (15-12) e subisce il successivo (15 pari) per arrivare primo al punto 18 ma poi essere raggiunti.
I supplementari
La monetina premia la squadra di patron Griffi portandoli al rimando ma dopo il primo punto il Montechiaro strappa i successivi (2-1) ed invertito il campo perde il primo (2-2) ma si rifà al successivo (3-2) per cedere al successivo con un salomonico pari (3-3) ma la certezza della favorevole differenza “15” per Tirone e compagni.
La supersfida
Così domenica a Vignale andrà in scena il confronto tra padroni di casa e Montechiaro, che con ogni probabilità porterà ad occupare tutti i 600 posti a disposizione nello sferisterio monferrino.
Ma se a Vignale cresce l’entusiasmo per vivere da padroni di casa la vinale sulla terra ed al muro del «Porro» a Grazzano è già tempo di riflessioni.
Gli sconfitti
Per la prima volta i campioni aleramici saranno costretti spettatori nella sfida tricolore.
Persa la Coppa Italia strappata loro dal Vignale, gli alessandrini hanno negato loro anche l’accesso alla finale scudetto e con essa anche la possibilità di essere in campo nella successiva Supercoppa. Una stagione da «zeru titoli» che avrà certamente un peso su una piazza abituata ad a vincere e sempre. Addio a cui hanno contribuito oltre il valore del Vignale la testa coniata sulla faccia di una monetina e dal sole accecante di un fine pomeriggio di settembre.
Se la «bella» si fosse giocata a Montechiaro, prima scelta del Grazzano, avrebbe avuto identico esito?
Quesito che rimane nell’ambito delle supposizioni.
Il campo ed il Vignale, con la sua qualità e determinazione, hanno però detto altro. Alessandrini che hanno meritato di più, in termini di giochi complessivi, nell’arco del triplice confronto. Così la squadra della presidente Arzani sotto la direzione tecnica
di Morrone e Francia può di nuovo concretamente cullare il sogno di interrompere un digiuno che è diventato maggiorenne, visto che il sesto ed ultimo trionfo tra i bastioni è datato 2003.

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