In Piemonte non c'è partita tra muro e open

la memorabile rimpatriata di Grandi glorie organizzata a Grazzano da Sandro Vigna

NON C’E’ PARTITA TRA MURO E OPEN
 
L’approdo di Lorenzo Tonon e Federico Pastrone nella mantovana Malavicina scatena il dibattito social dopo il post di Mario Bellini, l’ideatore del Torneo under 23 per regioni di Castellaro vinto nelle prime edizioni dal Piemonte poi passato negli ultimi anni fanalino di coda. Gli sembra incredibile che dei giovani promettenti tamburellisti piemontesi non riescano a trovare una squadra open di serie B in zona dove si assiste ad un lento ma continuo calo di società con una serie C forse a 3 squadre e l’unica eccellenza l’ovadese Cremolino in serie A. Se poi passiamo all’indoor vediamo che tra le 7 squadre di serie A vi è solo una piemontese (il solito Cinaglio con Tonon, i fratelli Pastrone, Davide Ceron più il grande innesto di Luca Marchidan) e nessuna tra le 22 di serie B.  Rassicura il tecnico Bruno Ceron: “sono ragazzi che hanno fatto tanti sacrifici e allenamenti e si è fatto di tutto per cercare di fare la serie B qui in Piemonte chiedendo a molti giocatori di un livello superiore per farli crescere ulteriormente ma tutti han risposto no adducendo varie motivazioni. Non vi sono ragioni economiche ma si è scelto di confrontarsi con realtà molto più impegnative per poter continuare nella loro crescita sportiva. Continuerà a fare attività giovanile con il Cinaglio (sono campioni juniores e secondi in serie A indoor) nelle categorie under 16 e 18. Sul banco degli imputati la classe dirigente ed il Muro che respinge al mittente le accuse.  A cominciare dall’irruente mezzovolo del Montemagno Riccardo Molino che lasciò l’open proprio per cercare qualcosa in più tra i bastioni. Si cerca solo un capro espiatorio per non vedere la realtà dei fatti. Annuisce il montechiarese Maurizio Quilico “il muro va preso per quello che è ma mantiene spettatori ed interesse”. Inoltre si è tentata la via internazionale quando forse bisognava impegnare i fondi per creare strutture locali e fortificare le società aiutandole con le squadre giovanili. Un invito a nozze per il fuoriclasse Vittorio Fracchia che si addentra in una minuziosa analisi sociologica con la fine della società contadina, lo spopolamento ed invecchiamento demografico, le alte spese per attività e trasferte, le diverse abitudini  dei ragazzi che non vanno più spontaneamente in piazza, il vero punto di forza del tambass. Si gioca ancora nel centro dei paesi per cui le persone si ritrovano catapultate quasi senza accorgersene in un luogo di aggregazione avendo le società del muro un ruolo sociale maggiore all'interno della comunità rispetto a quelle del libero. Inoltre tralasciando l’aspetto tecnico di un gioco difficile da apprendere e poco televisivo non si devono fare fronte a lunghe trasferte e da noi la lunghezza della stagione è più a dimensione di giocatore, di lavoro e di famiglia. Per questo attualmente in Piemonte non c'è partita tra muro e open. Da noi si parte a fine marzo per arrivare alla finale ad inizio agosto e stop!
Per il “primo” tifoso del Grazzano l’alessandrino Fabrizio Pasquarelli il fattore divertimento conta molto, il muro è decisamente più avvincente, le piazze tutte diverse, i muri che devi saperli “giocare", tutti diversi e tutti belli. Purtroppo nessuno sa quando si tornerà a vedere una partita, speriamo si possa rivedere la qualità dei giocatori del muro (che non invidiano niente a nessuno). Certo con una crisi come quella che attraversiamo chi vorrà investire a fare le squadre o a sponsorizzarle andrà chiamato eroe.
Addirittura visionario il campione di simpatia Mauro Dessimone “Panucci” vedendo all’orizzonte tempi maturi per realizzare il sogno di Giancarlo Marostica, Sandro Vigna, Aldo Marello e Mauro Fracchia con assieme libero e muro con la consueta finale a Vignale e poi le due vincenti promosse ai campionati nazionali. La decisione spetterà ai vertici in quanto nessuno dei presidenti del muro vorrebbe trascurare il suo bell’orticello.

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