"Alleniamoci giocando e i risultati delle sfide siano come un torneo"

Davide Tirone, leader del Montechiaro, rilancia l'idea di un "campionato ombra" "Anche a porte chiuse manteniamo vivo l'agonismo"

«Demoralizzazione e peso sono proporzionali e in questo periodo di lockdown sono cresciuti entrambi». Non perde il sorriso Davide Tirone e riguardo alla linea pronto a riprenderla non appena potrà tornare ad allenarsi sul muro della "sua" Montechiaro. La demoralizzazione è tutta legata proprio al "non tamburello" di questi mesi seguenti ad una preparazione che aveva acceso grande entusiasmo attorno alla formazione della capitale della Val Rilate griffata Pro loco. «Oserei dire che non mi ero mai preparato così bene. Che sia questa una possibile causa della pandemia?!?! - ironizza Tirone - e non potendosi allenare, non avendo possibilità di uscire se non per lavoro qualche chilo è inevitabilmente arrivato. Ma se si inizia faccio in fretta a riperderli senza problemi». Poi l'attenzione va oltre la bilancia. «Il campionato ormai penso sia impensabile disputarlo. Considerazioni personali dettate dalla tempistica ma anche da aspetti economici ed essenzialmente per il pubblico che al momento e non so fino a quando non sarebbe contemplato quando è proprio questo il primo fruitore» chiosa il campione montechiarese. Non tutto è comunque perso. «Lancio l'idea e non tanto una provocazione visto che la considero assolutamente fattibile. Perché non allestire un Torneo del Monferrato con otto squadre al via (Moncalvo si è ritirato dalle competizioni, ndr), suddivise in due gironi? Andata e ritorno e le primi due di ciascun raggruppamento promosse alle semifinale e quindi finale» il suggerimento di Tirone. «Quest'anno bisogna buttarla sul sano e sempre sentito campanilismo e forse un format simile dovrebbe attirare e divertire i giocatori. Sempre nel rispetto delle direttive, con l'auspicio che essendo un format leggero potrebbe iniziare anche tra un mese quando la situazione ci auspichiamo sia evoluta positivamente» aggiunge il fondocampista. «E magari Montechiaro può tornare nuovamente in finale, riuscendo a perderla nuovamente. Giusto per non sfatare la tradizione negativa in un anno bisestile dopo una pandemia mondiale - sdrammatizza Davide Tirone che torna ad essere serio nel proprio obiettivo agonistico - voglio giocare contro Vittorio Fracchia (Grazzano) e Samuel Valle (Vignale) dare il massimo e provare a batterli. Poco importa se la cornice sia quella del campionato italiano, del Torneo del Monferrato od il torneo del pianerottolo. Il bello è riuscire a giocare, mi diverte e farlo contro dei campioni esalterebbe chiunque. Essere privato di questa che per me sono gioia e divertimento allo stato puro è una cosa che fa male ed a cui mai avevo neppure lontanamente pensato". 

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