Torneo di tambass: giocare o non giocare

UNA STAGIONE DI GARE SOTTO I BASTIONI MAI COMINCIATA

in foto il presidente federale Edo Facchetti, Mimmo Basso che guida la Fipt astigiana e la Commissione Muro e Roberto Gino presidente Fipt Piemonte

Il dilemma che divide atleti e tifosi. Costanzo (tecnico del Montemagno):"Quando si potrà solo sfide spettacolo".

Il grazzanese Fracchia: “Prima la salute, lo sport passa in secondo piano”. Tirone (Montechiaro): “La vedo dura”. Valle (Vignale): “Sfruttare il tempo rimasto”

In attesa di conoscere che ne sarà della stagione tamburellistica parola agli annunciati suoi protagonisti. Impressioni, suggerimenti e riflessioni dal mondo dei bastioni, dalla A muro che si appresta a vivere la pagina numero 45, dopo la prima datata 1976. Nessuna certezza, se non quella della passione infinita dei suoi attori. Giocatori ma ancor prima abitanti delle colline e come il loro sport legati indissolubilmente al territorio. Ecco perché il pluricampione Vittorio Fracchia va oltre il campo dalla sua Grazzano. "«C'è la salute prima e sul futuro solo ipotesi - precisa l'asso aleramico - non possiedo le basi per poter dire cosa si possa o non potrà fare così lascio la parola a chi ha il compito di descidere. Certamente il tamburello ora è l'ultima cosa a cui personalmente penso perché dopo la tragedia umana seguirà quella economica. Parlare di sponsor, di ritorno a qualche tipo di competizione nel 2020 mi sembra francamente impossibile. Il tessuto sociale dei nostri paesi e composto per la maggior parte da piccoli imprenditori. Figure che spesso sono allo stesso tempo consiglieri comunali, sponsor nelle varie attività, aiutano la Pro loco e a volte consiglieri alla casa di riposo. A malincuore ma ritengo sia giusto che il tamburello passi in secondo piano». Ricaccio e pallina a Davide Tirone. «Il tamburello manca davvero tanto, a Montechiaro ci stavamo divertendo: gruppo sano e bello e divertente. Ovviamente la salute ha priorità». Il capitano aggiunge «So che Mimmo Basso (presidente Federtamburello Asti e Commissione storica muro) sta lavorando intensamente, ma per il muro sarà dura una stagione regolare: 19 gare per arrivare alla finale ovvero cinque mesi. Si potrebbero sfruttare turni infrasettimanali ma bisogna anche richiedere permessi per le piazze. Peccato che i campi non siano tutti illuminati, altrimenti una soluzione poteva essere giocare domenica pomeriggio e mercoledì in notturna». «C'è però il pubblico a cui non penso verrà subito consentito l'accesso. Noi giochiamo per loro, per il folklore proprio del tambass. E poi gli sponsor che con queste difficoltà sarà dura. Non vorrei essere nei panni di chi organizza» ammette Tirone. Possibili soluzioni: «iscrivere ancora una squadra e fare due gironi da cinque, poi semifinale e finale valido come Torneo del Monferrato e non campionato italiano, senza modificare punteggi per la stagione 2021 dove penso tutte le rose 2020 possano venir confermate». Nella collina di fronte c'è Chiusano dove risiede Samuel Valle, il campione che si affacciava alla A del muro dopo la carriera vincente nell'open. «Naturalmente preservando la salute e le direttive che sono la prima cosa, non si può non pensare alla mancanza del tamburello in queste terre. Io stesso non mi ricordo di essere stato un anno senza giocare da quando ne avevo 10. Penso che qualora sia possibile sfrutterei i mesi da giugno a settembre essendo il nostro un campionato territorialmente limitato a nove squadre. Bisogna pazientare per il ritorno alla normalità e per gli amanti del tamburello la normalità sarà solo data dalle sfide». Attori sul campo anche coloro che non impugnano il tamburello. E' Andrea Costanzo sulla panchina del Montemagno ultimo finalista. Il coach non usa giri di parole e neppure nasconde le oggettive difficoltà: «Penso sia complicato disputate un campionato regolare, finire ad ottobre mi sembra eccessivo, peraltro senza sapere ancora nulla di quando si potrà iniziare e in che modi. Piuttosto si potrebbe sfruttare questa non stagione come momento per disputare gare spettacolo oppure tornei promozionali, magari anche in quei paesi dove il tambass non c'è più ormai da anni». 

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