Medesani "re" degli atleti nel torneo di tambass

Un curioso dibattito anima il mondo degli sferisteri.
 
Emilio Medesani, 63 anni, grazzanese considerato il più forte di sempre a muro.
 
Vittorio Fracchia il suo erede. Ma tanti i campioni fisicamente dotatissimi  

Chi legge non si faccia ingannare da alcune di questo foto. Solo quella dell'attuale indiscusso numero uno del torneo a muro Vittorio Fracchia, grazzanese doc, ritrae un campione ancora nel pieno della sua stagione agonistica. E quella di Emilio Medesani mostra il fuoriclasse, considerato il migliore a muro in questo ultimo mezzo secolo già nella sua fase discendente. E non ci faccia dunque fuorviare da quegli scatti che un po' impietosamente ritraggono Aldo Cerot Marello già molto avanti negli anni ma ancora pronto a inseguire la pallina e l'altra di Franco Capusso, a bordo campo: era il portacomarese che fece della potenza l'accento di una carriera ai massimi livelli tra «libero» e «muro». Lo spunto, tra chi sia stato il campione più dotato atleticamente dei giocatori a muro, è stato sollevato sui «social» e sul sito «Tamburellisti pazzi» da un veterano di tante battaglie, Elio Prette che fu con Medesani e Maurizio Monzeglio l'artefice del «miracolo» Grana dei quattro scudetti dei primi Anni '80. Prette, tra il serio e il faceto e forse anche un po' provocatoriamente, ha inserito il trio granese tra i più forti anche sul piano «fisico». Ovviamente è come discutere del «sesso degli angeli» in assenza di veri dati scientifici che incanalerebbero la discussione su un percorso meno «accidentato». Mancano e mancheranno, come è ovvio che sia, in queste foto e in questo excursus (forzatamente incompleto), tanti nomi: a cominciare da quello di Alessio Monzeglio, il formidabile vignalese capace di vincere non solo a «libero» e muro, ma anche nella pallapugno e di segnalarsi in gioventù come un eccellente promessa anche del basket.
Il discorso (e l'elenco) si farebbe lungo: ma perché dunque citare Capusso e Cerot accantio a Emilio Medesani (che fu il prototipo del campione atleticamente superlativo) e quello del suo erede designato, Fracchia jr., che oltre alla testa coltiva le doti che madre natura gli ha generosamente fornito, per eliminare di volta in volta gli avversari di turno? Detto che sarà interessante, non appena il virus concederà una pausa, vedere i suoi duelli con un grande atleta del libero ora a Vignale a muro come Samuel Valle, torniamo al quesito che riguarda gli altri due illustri esempi citati, Cerot e Capusso, entrambi vincenti su tutti i terreni. Perchè Cerot, è stato, come un Maradona, un fenomeno talmente speciale anche sul piano fisico da sfuggire ai parametri con cui normalmente si può tarare la «cilindrata» di un atleta. Le sue doti di colpitore, di palleggio, di capacità di leggere la partita, unite ad una straordinaria coordinazione superavano qualsiasi altro parametro. Tanto è vero che durante una memorabile finale col Castell'Alfero, a Vignale e ormai sportivamente «vecchio», annichilì da fondo campo, praticamente da fermo un grandissimo rivale come Fulvio Natta.
E perchè Capusso? Tanti raccontano oggi di mirabolanti preparazioni atletiche, dimenticando che un tempo la selezione avveniva naturalmente nei paesi grazie alla abbondante fioritura di talenti. E uno come Capusso (classe 1950) Tricolore open nella meravigliosa Ovada 1979 con Cerot, Bonanate, Chiesa, Scattolini e poi campione a muro col suo Portacomaro, durante il servizio militare venne reclutato nel Centro sportivo Esercito. Ma mica per il tamburello: solo perché correva i metri in meno di 11 secondi. E non aveva mai fatto allenamenti specifici prima. Come dire: atleti, a volte si nasce. Oggi come ieri. 

nelle foto il grazzanese Vittorio Fracchia, 32 anni, indiscusso numero uno dell’attuale torneo di tambass, Aldo Cerot Marello, classe 1949, era un “Maradona” del tamburello. Sotto Franco Capusso, 70  anni, il bombardiere portacomarese (qui con Sandro Vigna) che in gioventù correva i 100 metri in 11 secondi

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