Il mondo del tamburello s'interroga su un avvio a porte chiuse dei tornei

DOPO LE DISPOSIZIONI IMPARTITE DALLA FEDERAZIONE

Da Montemagno: "Senza pubblico che partite sarebbero?" Bacchiella: "Meglio rimandare l'inizio dei campionati"

Per dirigenti, tecnici, giocatori ed appassionati le partite senza pubblico "non avrebbero senso"

Rinviata la presentazione della stagione tamburellistica che si sarebbe dovuta celebrare venerdì 13 al Teatro Civico di Moncalvo. Slittamento che, tuttavia, si accompagna all'altra e ancora più importante comunicazione da parte della Federtamburello che pone più di un interrogativo sull'avvio dei massimi campionati. Infatti l'atto a doppia firma del presidente Edoardo Facchetti e del presidente della Commissione tecnica, l'avvocato astigiano Roberto Caranzano, dispone fino al prossimo 3 aprile di svolgere gli incontri delle serie A e B open maschili a porte chiuse. Provvedimento che non riguarderebbe il settore femminile il cui avvio sarà successivo, con la B in rosa che debutterà il 5 mentre e la A addirittura il 19 aprile. Al contrario la disposizione riguarderebbe pure il massimo campionato di tamburello a muro. La A del campo libero risulterebbe senza pubblico nelle prime due giornate, addirittura tre per il torneo cadetto con il Rilate che sabato 21 marzo vivrebbe l'esordio al "Gerbo" di Chiusano tra i soli addetti ai lavori. Analoghe disposizioni interesseranno forse ancora in maniera più incisiva la serie A del muro dove il campo da gioco molto spesso coincide con la piazza del paese (sette su nove). Che di fatto diventerà "zona rossa" in caso di incontri sportivi. Serie A del tambass che aveva previsto la prima giornata il 22 marzo e quindi sarebbe "off limits" per il pubblico pure nel secondo turno del fine settimana successivo.
«La Commissione a muro, insieme ai responsabili federali, sta valutando le problematiche organizzative e come gestire al meglio le ricadute negative della chiusura al pubblico» fa sapere Alessandra de Vincenzi, consigliere nazionale. «Verrà valutata la situazione, ascoltando anche i presidenti» aggiungono De Vincenzi e Mimmo Basso, numero uno della Commissione a muro. «Senza il pubblico il torneo a muro per chi verrebbe giocato?» si domanda Andrea Costanzo, direttore tecnico del Montemagno che aggiunge: «A porte chiuse non credo abbia senso, ne parlerò con la società». Ed all'osservazione che "non si possa sospendere un campionato" avanzata da Roberto Gino, presidente della Federtamburello Piemonte, la risposta del tecnico del Montemagno è suggerire «di posticipare la competizione essendoci in ballo gli investimenti delle varie società ma anche la salute». Profetico si è rivelato l'intervento di pochi giorni fa da parte di Enrico Bacchiella, presidente del Moncalvo, il quale, pacatamente e sommessamente, vista la situazione sociale caldeggiava l'eventualità di far slittare l'avvio del torneo dei bastioni. «Hanno rinviato o annullato: Strade Bianche, Parigi-Nizza, Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo (fermata solo dalla guerra). E noi non possiamo rimandare l'inizio del nostro campionato?».

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