Così Valle può riunire i due mondi del tamburello

Samuel Valle, 34 anni, chiusanese, ha vinto anche tre titoli italiani col Callianetto

Col Vignale sarà il grande rivale di Fracchia nel torneo a muro 2020. E non si placa la querelle sui punteggi

il campione di Chiusano ha vinto tutto a “ libero” ed e’ pronto ora ad una nuova stimolante avventura

Fa discutere anche la proposta di Bruno Bonanate sul ritorno a squadre di 4 giocatori

Nell'agosto tamburellisticamente più «caldo» (ma solo sul piano dialettico) degli ultimi anni - soprattutto per via della querelle sui punteggi dei giocatori che continua a tenere banco - è passata (sorprendentemente) un pochino in secondo piano la notizia del probabile arrivo sotto i bastioni di uno di quei campioni che hanno già segnato un 'epoca a «libero»: il chiusanese Samuel Valle, pluriscudettato anche col mitico Callianetto, sarebbe (è) ormai un giocatore del Vignale. E non stiamo parlando di un atleta a «fine corsa», ma di un talento che può ancora dare molto al tamburello giocato. Al di là del fatto che, ormai ritiratosi Alessio Monzeglio, diventa lui il primo candidato a recitare il ruolo di anti Fracchia (Vittorio) e anti-Grazzano, l'approdo di un atleta di questo livello nel torneo monferrino (enfaticamente considerato alla stregua di un campionato tricolore, con annessa assegnazione dello scudetto) in realtà aggiunge molto valore al tasso qualitativo della kermesse, che - piaccia o non piaccia - è la manifestazione tamburellistica dal maggiore «appeal» (questo sì) a livello nazionale. Che poi l'arrivo di Valle apra le porte anche all'ingresso di ulteriori big del «libero» (come già era avvenuto comunque per esempio con Botteon) lo diranno i numeri e le formazioni del futuro. Valle è il «prototipo» di un giocatore (come Botteon stesso) formatosi sui campi senza muri di appoggio, ma con più titoli in carniere. Uno che nelle non frequenti esibizioni a muro ha dimostrato comunque di avere tutte le credenziali per imporsi anche negli sferisteri monferrini. Qualcuno, tra gli intenditori dal gusto più raffinato, ha espresso (saggiamente) qualche dubbio sulla sua adattabilità nel nuovo ruolo. Ma, per quel poco che lo conosciamo, Valle difficilmente fallirà: anni fa, a Castell'Alfero (in una sfida tra il Callianetto e i campioni del «muro») dimostrò, giostrando «al largo» a fondo campo e con Beltrami a fianco, che la classe non è acqua: era forse dai tempi di un certo Pentore (Armando, il mitico battitore degli azzurri alferesi) che non si vedevano più simili parabole e simili giocate in quello sferisterio in cui brilla no solo i campioni. 
E qui il discorso si allarga e coinvolge la querelle sui punteggi fino ad arrivare alla «lettera aperta» inviata alla Fipt da quel gentiluomo e grande cultore di talenti che è stato (è) Bruno Bonanate, da Montechiaro. Un signore (vero) che nella sua lunga vita tamburellistica ha avuto tra l'altro il merito e il privilegio di avere come figlio un «certo» Beppe, uno dei più meravigliosi fuoriclasse che questo sport abbia mai espresso. Nella lettera, dopo una accurata disamina che chiama in causa la sempre più evidente carenza di spettacolo nelle sfide open, Bonanate senior rilancia la richiesta, già avanzata anni fa dallo stesso Beppe, di tornare a squadre con 4 giocatori, come una volta, per dare modo di assistere a partite più «combattute». D'accordo su tutto con lui, ma con un distinguo: non sono le squadre da 4 o da 5, i punteggi, i set, a fare la differenza. Sono i campioni (come i Bonanate, i Fracchia, i Valle) a diventare le calamite di un movimento. Solo con i fuoriclasse si riempiono gli sferisteri . E solo tornando a unire tecnica e potenza si invertirà la tendenza. Il «muro» può essere un elemento chiave per il cambiamento. Ma in simbiosi col libero. Dovrebbe ricordarselo anche gli gestisce la Federazione. A «muro» non c'è solo folclore.

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