"Mentre le big discutono noi poveri del tambass lottiamo per non sparire"

Il Castell'Alfero tra i peones del muro. Come Moncalvo e Rilate non si svenano per i top player ed accolgono gli esuberi tenendoli allenati con punteggi bassi. Algoritmo del montepunti soggetto a critiche con rischio esodati (Botteon, Emanuel Monzeglio, Baggio, Raschio). l.mu

In un campionato in cui paiono lottare tutti per play off e scudetto ci sono realtà che oggettivamente non possono farlo e quello dei punteggi diventa argomento secondario. Matteo Barbano, giocatore e dirigente del Castell'Alfero non ne fa mistero: «Sono nella parte del tamburello povero. Facciamo tanta fatica ogni anno per allestire una squadra decorosa per poter partecipare ad un torneo ogni anno sempre più bello e incerto ma che purtroppo lascia per strada tante società e gente che vuole innanzitutto fare tamburello sulle piazze del Monferrato«. Conclude Barbano: «Sarà giusto così, d'altronde qualcuno ha detto che vale di più il bene del movimento che il problema di qualcuno, aggiungerei che forse si punta ad avere poche squadre molto forti che tante mediocri. Ma con che spirito si può programmare una nuova stagione nel nostro caso sapendo di lottare per le posizioni di rincalzo? In questo aggiungete la difficoltà di trovare sponsor e collaboratori a dar una mano. Eccoci che anche qui si rischia di perdere un'altra storica piazza». Onore alle cosiddetta piccole squadre pronte a minare sul campo le certezze delle grandi. Indispensabili formazioni per qualificare un campionato che assegna un titolo nazionale e che senza di loro rischierebbe di veder ridotta la stagione ad un paio di mesi. Per ritrovare dieci formazioni al via occorre andare indietro di qualche anno. Quest'anno già le piazze erano scese ad otto considerando che la casella persa da Portacomaro è stata occupata dal Rilate, società di Montechiaro già in lizza col team allestito dalla Pro Loco. E proprio dalle file del fanalino Rilate interviene il giocatore callianese Isolino Inquartana: «Andrin o Zitti da terzini valgono zero punti? E' qui il grande problema. Vanno rivisti i punteggi perchè qualche stortura mi pare ci sia anche in altri ruoli: Molino 500 punti e Valle 300? Occorre tutelare prima gli atleti che sul muro sono nati e qui vogliono percorrere l'intera carriera. Va bene chi arriva dall'open ma il caso di Briola è un esempio (dopo l'ingaggio a Casa Paletti il prossimo anno potrebbe lasciare la specialità)». «Il riferimento non è ad singolo giocatore, anzi nuovi atleti sono ben accetti e incrementano l'interesse, solo che occorre gettare le basi affinché rimangano e non sia per loro una parentesi occasionale» precisa meglio Inquartana. Controcorrente ma in punta di piedi interviene anche un tecnico Gianni Maccario con carriera sulle panchine dell'open. «E' innegabile che l'assegnazione dei punti nel muro in un determinato periodo storico dove i giocatori di valore assoluto non erano così abbondanti abbia fatto molto bene, ma ora la situazione è radicalmente cambiata. I giocatori bravi abbondano ed altri arriveranno ancora, pertanto forse sarebbe il caso di eliminarli e permettere alle società che vogliono fare la squadra come meglio credono, sia che vogliano provare a vincere subito, sia che vogliano realizzare un progetto a medio termine, senza ogni anno essere costrette a rivoluzionare tutto. Coi giocatori che oggi il torneo a muro può vantare si possano allestire parecchie squadre altamente competitive senza alterare gli equilibri attuali». 

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