Montemagno, sconfitta che fa ancora male: "Lasceremo liberi tutti"

In una cena ad Altavilla patron Griffi lascia intuire una clamorosa svolta che verrà ufficializzata domani

Partiamo dalla notizia: domani (lunedì) Giulio Griffi, «patron» del Montemagno incontrerà con il suo staff i giocatori e sostanzialmente ufficializzerà il suo «liberi tutti». Il numero uno biancorosso, ancora fresco di delusione per la sconfitta senza appello nella finalissima del torneo di tamburello a muro del Monferrato, domenica scorsa a Vignale 19-11 contro il super Grazzano), preferisce «azzerare» tutto in vista della prossima stagione. Salvo ripensamenti difficili da ipotizzare, domani Griffi dirà a Botteon e compagni: «Ritenete il contratto con noi risolto e quindi fate le vostre valutazioni». Un modo elegante e sicuramente corretto per non impegnare oltremisura atleti che hanno comunque portato il Montemagno alla partitissima, senza però raggiungere il risultato richiesto. Difficile dire se saranno poi tutti davvero «liberi» (impensabile rinunciare a un terzino di grande talento come Savio, per esempio). Ma, se ne saprà ovviamente di più dopo il summit in casa biancorossa. 
L'indiscrezione è trapelata durante una cena, venerdì, in un ristorante ad Altavilla, a cui hanno partecipato oltre a Griffi alcune vecchie glorie del tamburello, non solo monferrino: Giancarlo Marostica, Mauro Fracchia (il padre di Vittorio), Aldo Cerot Marello (accompagnato dall'amico video maker Antonio Azzalin), oltre al moncalvese Enrico Bacchiella, uno dei fondatori del torneo monferrino (con Adriano Fracchia, il nonno di Vittorio e il portacomarese Guido Ravizza). 
Una riunione conviviale nata anche dalle critiche alla gestione tecnica del Montemagno sollevate da un intervento su «La Stampa» di Aldo Cerot Marello. Il Montemagno aveva fatto quadrato intorno al suo tecnico Costanzo sulla disposizione in campo dei giocatori. Critiche, quelle di Cerot, certamente legittime e comunque espresse da un fuoriclasse che anche a Vignale in carriera ha giocato e dato spettacolo. E che oltretutto, nella sua concretezza di campione, ha colto l'errore più evidente dei biancorossi: quella incapacità a «spingere» la palla a fondo campo, rivelatasi poi l'arma perdente degli sconfitti.
Ma durante la serata sono venuti fuori altri spunti interessanti e che andranno approfonditi. Al centro del dibattito restano i punteggi, introdotti per favorire gli equilibri in campo, ma che a lungo andare rischiano di svuotare, con valutazioni matematiche spesso discutibili, la struttura stessa delle squadre e anche il loro futuro. Che senso ha - dicono - investire su squadre e giocatori che ogni anno poi devono essere rivoluzionate per stare nei punteggi? 

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