“Tra coppe e scudetti, a casa nostra il tamburello è un affare di famiglia”

Antonella Negro e la figlia Ludovica Stella sono compagne di squadra del team femminile del Tigliole dominatore della stagione. Il primo tifoso è il papà Gianluca Stella tecnico del Portacomaro

in foto Ludovica Stella con la mamma Antonella Negro

Nelle vene di Antonella Negro e Ludovica Stella scorrono sangue e tamburello. Mamma e figlia, entrambe compagne vincenti nelle file del Tigliole con cui hanno conquistato Coppa Italia e Supercoppa nel massimo campionato open. «L'allenamento non può essere per Ludovica la scusa per uscire a mia insaputa» scherza Antonella Negro, 48 anni, che nel ruolo di terzina aveva infilato fino al 2018 una serie di successi onorando al meglio la fascia di capitana con la maglia de L'Alegra Settime.
A supervisionare c’è anche papà Gianluca Stella che completare una famiglia a vocazione tamburellistica, avendo per anni calcato campi e piazze del muro di cui è stato apprezzato (ed anch’egli vincente) interprete. Da quest'anno allenatore sulla panchina del Portacomaro nella A del tambàss, è il primo tifoso.
Famiglia che risiede a Tonco, altra piazza storica della disciplina. Se mamma Antonella quest’anno ha allungato il personale palmarès, Ludovica ha inaugurato quello da Senior conquistando ad agosto la Coppa Italia rendendo speciale ed indimenticabile il giorno del proprio diciassettesimo compleanno. Il regalo più originale nonché più sudato per la studentessa, alunna al quarto anno del Liceo sportivo «Vercelli». E nell’ultimo fine settimana il bis levando al cielo la Supercoppa a chiudere al meglio la stagione 2021. «Abbiamo mancato lo scudetto ma onore al Mezzolombardo che fino ad allora ci aveva sempre superate, poi ci siamo rifatte nelle coppe», annota Antonella Negro, con oltre una ventina di trofei tra campionati (uno anche in B), Coppa Europa, Italia e Supercoppa. «Ma non ho dubbi che gli ultimi due siano stati i più carichi di emozione. I più intensi. Con Ludovica in campo soffro il doppio, ma anche la gioia raddoppia in caso di successo» ammette la madre.
Negro ho iniziato a giocare tardi ed è almeno quattro stagioni che dichiara sia stata l’ultima. «Quest'anno ero pronta al ruolo di autista di Ludovica. Dovendola sempre accompagnare ho dato la mia disponibilità, pronta ad accomodarmi in panchina. Le esigenze di squadra mi hanno portato in campo e li come ogni volta butto tutta la mia grinta» aggiunge. Se la determinazione è il valore aggiunto di mamma Antonella, la tecnica cristallina ed un'impostazione perfetta sono la qualità di Ludovica che solo il regolamento aveva impedito di debuttare già a 13 anni in A. La prima stagione nel massimo campionato a 14 con il Monale e finale scudetto, persa proprio dal Tigliole.
Nel 2021 la nuova avventura alla corte del sodalizio presieduto da Daniele Basso. «Una società che prima d’ora avevo visto solo come rivale ma che si è superata. Ha permesso a tutte di lavorare al meglio, senza mai perdere il sorriso anche di fronte alle sconfitte. L'ambiente sereno ha influito sulla crescita del gruppo ed anche di Ludovica. Le hanno dato fiducia da subito, hanno dimostrato di credere in lei e nel suo potenziale. Pertanto è alla dirigenza, da Daniele Basso a Mimmo e Fabio Forno che va la dedica per l'ultima vittoria». In campo non è facile scindere il ruolo di madre e compagna. «Mi sono promessa di rispettare quello di giocatrice, i consigli spettano solo all'allenatrice Alessandra De Vincenzi. Mi limito ad incitare. Gli sguardi non si incrociano spesso tra noi, vedo Ludovica sempre concentrata ma penso che comprenda ugualmente». Ludovica Stella è una predestinata avendo impugnato il primo tamburello a pochi anni e già a 5 era tesserata a Chiusano nella squadra under 8. «Dalla famiglia però nessuna forzatura. Anche se ovviamente il tamburello anche a tavola è il piatto principale. Le piace davvero questo sport e dà tutto. In compenso Gianluca a volte preferiva assistere ad una gara del muro rispetto ad una mia, mentre ora da papà non si perde nessuna trasferta di Ludovica, anche la più lontana» concluso la moglie.

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