Il ritiro, Edoardo e una coppa speciale: intervista a Chiara Arcozzi

 
Il ritiro, Edoardo e una coppa speciale: intervista a Chiara Arcozzi [foto Marcello Castrini]
 

Grazie alla sua esperienza è stata protagonista della Coppa Italia appena vinta dal Ceresara del patron Fabrizio Pezzini. Chiara Arcozzi, fondocampista classe ’90 originaria di Mazzurega (VR), era però ferma da ben quattro anni. A partire dal 2011 col Sabbionara vince tutto guadagnandosi anche la nazionale, ma nel 2015 dopo l'ultima Supercoppa con i trentini decide di ritirarsi: “In verità il tamburello era già stato appeso al chiodo nel 2013 per concentrarmi su matrimonio (con Riccardo Zampini, mezzovolo del Ceresara ndr), casa e lavoro - racconta Chiara - Poi nel maggio 2015 la tragica morte di un’amica ed ex compagna, Alice Magnani, mi convince a dare una mano e tornare fino a fine stagione. È da tempo che Fabrizio tentava di persuadermi, quest’anno vista la situazione d'emergenza ho accettato. Così 15 giorni prima della coppa ho ripreso ad allenarmi con la speranza iniziale di far bella figura”.

D'altronde le incognite sono tante, fisiche e non solo. L'amore di mamma, il piccolo Edoardo, ha solamente 5 mesi e ha bisogno delle attenzioni del caso: "Lui è la nostra vita. L'ho sempre portato con me agli allenamenti, spesso li interrompevo per andare da lui - rivela la Arcozzi - Inoltre durante il torneo lo allattavo sia prima che dopo le partite, col pensiero fisso di dover abbandonare l'incontro in corso perchè Edo aveva fame". Ma il piccolo a bordocampo è bravissimo, e Chiara può giocare senza ulteriori preoccupazioni. Prima il Segno, poi la finale col Sacca nel derby virgiliano. A vederla in campo sembra che quel tamburello non l'abbia mai posato: "Fisicamente non è stato facile ripartire in così poco tempo. Ma è stata una vittoria bellissima, che ha spazzato via i dubbi e mi ha fatto dire 'allora ci so ancora fare!'. Ma non avrei mai potuto vincere da sola - chiosa - I meriti sono da dividere con il gruppo che mi ha accolta fin da subito e aiutata ad inserirmi, oltre a tutta la mia famiglia. Un successo che le mie compagne, la società Ceresara e in particolare il presidente si sono meritati appieno". Ma ora basta, per davvero. Il futuro sarà fuori dal campo: "Erano circostanze particolari. Poi nella vita mai dire mai, ma con l’agonismo ho chiuso. Certo continuerò a frequentare gli sferisteri e l'ambiente ma il mio sguardo è rivolto alla famiglia, agli studi e al lavoro”. In fin dei conti tutti dobbiamo fare le scelte che riteniamo più corrette per noi stessi. E Chiara l'ha fatto. Grande giocatrice sì, ma prima di tutto moglie e soprattutto madre.

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