Raviola sfiora lo scudetto, ma Dutto non s’arrende

(fabio gallina/ fipap) - Le formazioni di Cuneo e San Benedetto Belbo schierate sabato scorso prima della finale di andata

Pallapugno. oggi a Cuneo la partita di ritorno della finale. Se vincerà l'ospite si andrà alla bella

Federico Raviola (Acqua San Bernardo-Ubi Banca) ha oggi l’opportunità di conquistare lo scudetto 2018 della pallapugno-Trofeo Araldica. Vinta con qualche brivido la finale di andata a San Benedetto Belbo contro Davide Dutto (Tealdo Scotta) per 9-11, tenta oggi di completare l’opera e di chiudere la contesa in due confronti, contando sul proprio sferisterio (con il muro di appoggio a lui favorevole) e soprattutto sul sostegno del pubblico di casa. Un’occasione imperdibile.
La finale di ritorno si gioca alle 14,30 (cancelli aperti già alle 12) nello sferisterio di piazza Martiri della Libertà, che può tornare ai fasti del passato. In caso di sospensione per il maltempo, la gara verrà recuperata domani alle 14.
«Sarà durissima»
A Cuneo tutto è pronto per celebrare la conquista di uno scudetto annunciato, anche se Raviola invita alla prudenza: «Non ho ancora vinto niente e sono sicuro che sarà durissima. Nella prima finale ho rischiato tanto, perchè Dutto ha giocato benissimo e mi ha messo in difficoltà. C’è stato bisogno di una grande rimonta: quasi non ci speravo più. Sono convinto che anche a Cuneo dovrò lottare strenuamente»
«Nulla da perdere»
Dutto non ci sta a recitare il ruolo di vittima da sacrificare sull’altare del trionfo cuneese. «Non abbiamo nulla da perdere - ha detto -; il nostro campionato lo abbiamo già vinto, arrivando in finale. Possiamo giocare tranquilli. Sarà lui a sentire di più la pressione e cercheremo di approfittarne: portarlo alla bella sarebbe un risultato strepitoso. Sabato ci è mancata di nuovo un po’ di cattiveria, perchè in vantaggio per 8-3 non dovevamo farci rimontare in quel modo. Adesso giochiamo il tutto per tutto. Il campo di Cuneo non mi piace tantissimo, ma il mio rendimento è migliorato anche in quello sferisterio. Sarà dura, ma daremo tutto. Non vogliamo avere rimpianti».
Il campionato della svolta
Quello che probabilmente si concluderà oggi, pioggia permettendo, sarà ricordato come il campionato della svolta: qualcuno ha parlato di «caduta dei miti», non ritrovando in finale nè Massimo Vacchetto nè Bruno Campagno che hanno dominato, alternandosi sul trono, le ultime sette stagioni.
Vacchetto, superati gli infortuni, tornerà grande e anche Campagno non può certamente essere considerato un atleta finito.
Il pubblico degli appassionati li rivedrà sicuramente ai vertici, ma intanto è bello salutare l’arrivo di due talenti che possono infondere linfa nuova nel tronco 

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