Raviola, finale scudetto da grande favorito in una stagione da record

La potenza e lo stile di Federico Raviola, 25 anni

Ha già vinto la Coppa Italia e ora ha il peso del pronostico. Un atleta cresciuto costantemente in questi ultimi due anni

BALON: DOMENICA SPAREGGIO A CANALE VACCHETTINO - DUTTO

Partiamo d una banale considerazione statistica e da un annuncio. Il massimo campionato di balon - come sanno gli appassionati - ha già emesso un paio di verdetti inappellabili: Federico Raviola (Cuneo) è il primo finalista scudetto e i due «grandi» rivali delle passate edizioni (Massimo Vacchetto e Bruno Campagno) sono out. Il secondo finalista (ecco l’annuncio) uscirà invece dallo spareggio di domenica alle 15 a Canale tra Paolo Vacchetto (Araldica Spigno) e Dutto (Alta Langa). Ci sarà tempo per parlare della sfida: intanto (dopo l’annuncio del ritiro dal ruolo di direttore tecnico del canalese Ernesto Sacco: va precisato già meditato da tempo e non «frutto» della doppia sconfitta di Campagno nella semifinale scudetto) a tenere banco è il (finora) indiscusso protagonista della stagione. Federico Raviola, 25 anni, laurea triennale in Scienze motorie e allievo del corso per la laurea magistrale Suism, è stato l’atleta del balòn che ha mostrato i più evidenti margini di miglioramento non solo in stagione, ma almeno negli ultimi due anni. Già finalista sconfitto nel 2016 da Max Vacchetto; si ripresenta alla lotteria della partitissima con i favori del pronostico e una Coppa Italia già in bacheca. Per una volta lasceremo stare le considerazioni sui punteggi e sugli acciacchi dei rivali (Vacchetto in primis).
Perchè non sarebbe giusto offuscare o - peggio - sminuire i meriti di Federico. Quello che ha fatto in questo finora splendido per lui 2018 merita solo applausi. Ha dominato la prima fase del torneo scudetto, si è gestito nei playoff facendosi però trovare pronto per la finale di Coppa ad Andora ed è tornato prepotentemente alla ribalta nel momento topico dell’annata. 
Chi ne ha seguito l’evoluzione e la crescita non può non ricordare certe batoste subite appena uno o due anni fa dai grandi rivali, Max Vacchetto e Campagno che dominavano la scena alternativamente da tempo quasi immemore. Raviola non si è mai disunito, neppure sul piano emotivo: con l’ ostinazione dei talenti, il supporto di una società organizzatissima e di tecnici (in primis Giuliano Bellanti) e preparatori di grande professionalità, ha colmato in silenzio il «gap» dai due «totem», finendo per superarli in questa stagione già magica. La sua è la l’affermazione della volontà e della dedizione a questo sport. Ovviamente manca ancora un ultimo decisivo tassello: lo scudetto. Ma comunque vada a finire Federico ha dimostrato di essere ormai più che un terzo incomodo. Tra Federer (Vacchetto) e Nadal (Campagno) c’è il nuovo Djokovic (Raviola). Aspettando Murray (Vacchettino o Dutto?) Ragazzi come lui, come loro, fanno bene al balòn. E allo sport.


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