Vacchetto e l’Araldica contro Giordano-Corino per la sfida finale a Dutto

(FOTO SILVIA MURATORE) I premiati a Cerretto Langhe con Enrico Costa, Antonella Parigi e molti campioni

A Cerretto Langhe premiati campioni e vecchie glorie Tra testimonianze, ricordi, armarcord. E tanta passione

Bisogna sempre partire dalla notizia e così faremo anche stavolta: perchè stasera alle 21, a Castagnole Lanze, l’Araldica di Massimo Vacchetto si gioca un posto nella corsa alle semifinali scudetto sfidando l’Imperiese di Giordano e Corino. Un mese fa non ci sarebbe stata storia nel pronostico, tutto favorevole al Tricolore di casa. Ma Vacchetto è reduce da un infortunio muscolare a una gamba che lo tiene lontano da settimane dai campi e non si sa stasera che cosa potrà dare e fare con l’Araldica. Chi perde comunque va a casa e quindi la posta in palio è e resta altissima. Il vincitore affronterà Davide Dutto (Alta Langa) che domenica ha eliminato il Cortemilia di Parussa dopo un testa a testa memorabile arrivato fino al 10 pari. Fin qui le notizie sul gioco. Ma, per chi ama il balòn, anzi il “balùn» (come si ripeteva nel mantra contadino delle vecchie cascine) l’evento che ha toccato le corde del cuore è avvenuto sabato a Cerretto Langhe. Lassù, nella Langa ora meno impervia, dove le vigne di Dolcetto si congiungono ai noccioleti di nuova generazione, si è ripetuto il rito della consegna del premio «Balun (appunto) d’or” voluto fortemente da un gruppo di appassionati che fanno capo al poliedrico Flavio Borgna.

Tra Bessone e Nada
Festa vera, con l’assessora regionale al Turismo Antonella Parigi, splendida signora torinese prestata alla politica, che si è ironicamente concessa al gioco autodefinendosi una «ragazza di città» rapita dal fascino di queste terre anche i impervie che hanno “generato” gli sferisteri. E che ha promesso impegno e sostegno anche finanziario dall’ente per chi promuove balun e tambass (rappresentato a Cerretto da due miti tamburellistici come Aldo Cerot Marello e il cerrinese, cioè della Val Cerrina, Angelo Uva). E il presidentissimo federale Enrico Costa, che ha commosso parlando di Alessandro Bessone, troppo presto rapito agli sferisteri della vita. 
E Felice Bertola (premio alla carriera consegnato tra gli altri, guarda un po’, da un certo Massimo Berruti) ha ricordato con parole lievi il suo terzino e eterno amico nella ruggente giovinezza d’atleta, Mauro Nada, che ha lasciato il campo, ora per sempre. C’era anche il nipote di Nada, un ragazzetto di 14 anni, con la divisa del balun e l’emozione di chi viene dalle terre di bricchi antichi che ha sussurrato: «Mio nonno mi ha insegnato a essere serio e onesto». E la gente di Cerretto lo ha colmato di applausi. 

il «moncalvese» Cavallotto
E c’era Gianfranco Cavallotto, tra gli sponsor del premio, imprenditore e assicuratore albese, che è stato anche una delle indimenticate anime del tambass monferrino nella Moncalvo degli Anni ’80: lui ha spiegato quanto questa sua giornata in Langa fosse radiosa dopo tre anni difficili a sperare nella guarigione del figlio da una terribile malattia. 
Una speranza diventata realtà. Quasi un miraggio, un miracolo medico, ma non solo. Cavallotto ora è un uomo e un nonno di nuovo felice ed ha voluto condividere questa sua straordinaria odissea nel desco intimodegli amici del balun. Che hanno pianto e sorriso con lui. 

Raviola l’emergente
E c’erano giornalisti come Lorenzo Tanaceto (La Stampa) o fotografi come Severino Marcato o la bellissima Silvia Muratore premiati tra i campioni di dieci edizioni: da Vacchetto a Campagno, da Corino a Danna. E Federico Raviola, il cuneese col sorriso, che fa bene a questo sport per avere spezzato la rivalità tra i Coppi e i Bartali del balun, proponendosi come un Magni degli anni che verranno e a cui è andato il «Balun d’or 2018». C’erano belle storie a Cerretto. E anche tanti contadini di Langa con cui è bello raccontarsi e ricordare. In dialetto, come una volta.

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