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ASD TAMBURELLO ARCENE

“Pane e pallone”, l’inno rap che celebra la pallapugno

Il campione d’Italia di pallapugno Massimo Vacchetto con il rapper Marco Zuliani

Castagnole Lanze mette in musica lo sport locale

«Al primo la passione, seguo una tradizione, la vita in campo impartisce una lezione... imparando a stare al mondo come fosse dare un pugno alla realtà... se vuoi sapere come fa... a nascere un vero campione... in mezzo alle difficoltà... vincere è una necessità...». La storia gloriosa di Castagnole Lanze e della sua squadra di pallapugno, quella di Massimo Vacchetto due volte campione d’Italia con i colori dell’Araldica, diventa un inno rap. Uno sport tipico della terra piemontese e ligure (il «balòn» si gioca in quattro per squadra, le partite vanno agli undici giochi, occorre colpire una palla di gomma di 190 grammi al volo o al primo rimbalzo col pugno fasciato) erede della tradizione del pallone al bracciale che per quattro secoli, dal 1500 al 1900 è stato lo sport nazionale degli italiani e che ebbe un cantore eccezionale nel grande Edmondo De Amicis.
L’inno è stato lanciato in occasione della festa per la vittoria dell’ultimo scudetto conquistato nella tiratissima finale di ritorno di Canale d’Alba (11 a 10 contro la formazione sfidante capitanata da Bruno Campagno): Vacchetto aveva la spalla fasciata dopo l’intervento chirurgico per un infortunio durante i Mondiali in Colombia. L’autore dell’inno è Marco Zuliani «Zuli» il rapper che si è fatto contagiare dall’orgoglio di questo paese «tra Langa e Monferrato»: «Ho sempre considerato la pallapugno uno sport molto “street”, di strada, per usare il linguaggio dei ragazzi di oggi - sottolinea -. L’idea è stata quella di utilizzare un canale di comunicazione privilegiato per i giovani per raccontare una storia motivazionale semplice, dove fatica, impegno e passione premiano». 

L’artista
«Zuli» con il cappellino in testa e la grinta contagiosa, ha 36 anni e una carriera da rapper che lo ha portato a suonare in giro per l’Europa e a lavorare con artisti come Roy Paci, Club Dogo e Africa Unite. Le sue origini riportano alla banlieue torinese. «Mi sono avvicinato alla musica per sentirmi speciale - dice - non è stato facile perché nel quartiere da dove arrivo, Mirafiori, le opportunità sono poche. Facevo il pizzaiolo e suonavo. Poi dieci anni fa ho incontrato Roy Paci, il primo segnale importante. Da quattro anni la musica è il mio lavoro. Senza mai dimenticare le mie origini, ho anche coinvolto in un video i ragazzi delle Vallette».
Castagnole Lanze, dove ora vive con la famiglia, è il paese dei nonni: «Nonno Luciano era l’unico tipografo del paese. - racconta Zuli - ha lasciato fogli e immagini di feste e tradizioni secolari, la pallapugno è una di queste». L’inno scritto e cantato da Zuli s’intotitola Pane e pallone, le musiche e gli arrangiamenti sono del produttore torinese Johnny B (con Drop Da), da febbraio si potrà ascoltare in radio. 

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