La 958 Santostefanese punta sui “cervelloni”

Il nuovo team della Satostefanese 958 Santero con presidente e dirigenti

Pallapugno, la società della Val Belbo possibile outsider nel massimo campionato

Gruppo ambizioso di neo laureati, guidato dal Tricolore di B, Davide Barroero. Il patron Cocino: “Ci divertiremo”

Fabrizio Cocino, imprenditore, barman e, soprattutto, patron di lungo corso della 958 Santostefanese Santero, sorride e incrocia (molto scaramanticamente) le dita. Ha troppa esperienza nel mondo della pallapugno che conta per sapere che le vigilie dei tornei sono tutte belle, salvo poi dover fare i conti con i risultati. Ma, superstizione a parte, sa che la quadretta messa in campo per la stagione scudetto 2018, potrebbe «sparigliare» le carte in un campionato che si annuncia nel segno dei «soliti due», Vacchetto e Campagno. 
«Partiamo intanto dai nomi e dai numeri certi» premette Cocino che presenta così il suo nuovo gruppo: «Abbiamo rimpiazzato Massimo Marcarino, con il quale ci siamo lasciati di comune accordo e al quale va il nostro sincero ringraziamento (giocherà a Mondovì nella Merlese: ndr) con Davide Barroero, classe 1995. Accanto a lui giocheranno Nenad Milosiev, 1993, di origine macedone, Stefano Boffa, che è un ’94 come mio figlio Marco Cocino e Luca Battaglino, che è il più “vecchio” con i suoi 26 anni».
I numeri, dunque, dicono questo: la squadra è molto giovane e Barroero (la squadra sarà allenata dal padre Mauro) è più di una promessa. È reduce infatti dalla vittoria nella finale scudetto di B con la Neivese, in un campionato mai così appassionante e di alto livello. E neivesi sono anche Milosiev (capitano e spalla sono entrambi laureati in Scienze motorie e gestiscono una palestra a Dogliani) e il terzino Boffa, ex Bubbio, fresco anch’egli di laurea, ma in Enologia. Ed è laureato (Giurisprudenza) anche Cocino. Ragazzi molto ambiziosi per un team che potrebbe rivelarsi una sorta di «mina vagante» nel torneo. «Diciamo che quei due, Vacchetto e Campagno, restano fuori categoria anche se hanno cambiato squadre. Certo il campione d’Italia avrà l’incognita di una preparazione per forza di cose un po’ ritardata dopo l’intervento alla spalla, ma credo che alla lunga, una volta ristabilito pienamente, farà valere i diritti della classe. E Campagno è reduce da una stagione strepitosa, anche se ha dovuto alla fine inchinarsi al rivale. Diciamo che forse ha pesato la forza anche mentale di Massimo nell’assegnazione del titolo, ma Bruno ha tutto per poter riportare a casa lo scudetto. Il terzo incomodo resterà sicuramente Federico Raviola a Cuneo e poi ci sarà un gruppetto di squadre pronte a tutto per inserirsi in questi duelli al vertice e in cui speriamo di esserci anche noi».
Cocino, da dirigente federale, si augura che il campionato «sia bello e appassionante, anche se l’attuale formula Bresciano, voluta da tanti giocatori, andrebbe rimodulata: dopo la prima fase bisognerebbe passare all’eliminazione diretta. La gente vuole questo». Poi un ringraziamento ai dirigenti (guidati da Carlo Monte), ai volontari della società e al sindaco Luigino Icardi per la nuova tribuna dello sferisterio. E una speranza: «Tornare protagonisti nella sfida per il titolo». 

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