Arturo Danieli, una vita per lo sport

Lunedì 24 aprile alle 19,45 presso la Sala Manifestazioni dell'Azienda Agricola L'Alegra, frazione Meridiana 35 a Settime (AT), si terrà la cerimonia di consegna del Premio L'Alegra-Il Tambass ottava edizione nel ricordo del Dott. Prof. Secondo Grassi e Piero Musso.

UNO DEI PROTAGONISTI PIU' ATTESI E' IL PATRON DELL'ENNIO GUERRA CASTELLARO PREMIATO CON UN RICONOSCIMENTO SPECIALE

ARTURO DANIELI Dal 1981 presidente dell’Ennio Guerra Castellaro. Gloriosa società con ben 70 anni di attività e di successi. Una vicenda sportiva unica ed inimitabile per questo grande Signore del tamburello.

 

ARTURO DANIELI Classe 1936, entra nel mondo del Tamburello a Castellaro nel 1961. Una storia singolare di grande sport partendo dal calcio, portiere in gioventù, in collegio a Brescia incontra Gino Corioni poi a Roma diventa sottufficiale e segue la squadra del Genio di Bologna portandola a vincere il campionato militare Tosco-emiliano fino a diventare dirigente del Virescit Bergamo dove partendo dalle giovanili arrivano a sfiorare la serie B.

«Lavoravo per un’azienda di mezzi agricoli - ricorda -, un giorno ero ad un’esposizione nella Bergamasca e lessi che lì vicino, a Seriate, i locali affrontavano proprio il Castellaro. Lì conobbi Franco e l’attuale segretario Severo Andreoli: mi proposero di entrare nella dirigenza. Allora dirigente lo ero già, nel calcio, per la Trattori Landini Bergamo, che poi diventò Virescit ed iniziò una scalata verso grandi palcoscenici. Troppo grandi per me, decisi quindi di imbarcarmi nell’avventura Castellaro». (da La Gazzetta di Mantova)

Per la prima volta presidente nel 1981, torna alla guida della Ennio Guerra di Castellaro nel 1984,  e diventa il vero artefice, assieme ai suoi stretti collaboratori, della rinnovata crescita della società ad alti livelli, con il ritorno nella massima serie, grazie al titolo conquistato nella serie cadetta nel 1986.

Attento al settore giovanile, Castellaro rimane nella massima serie e conquista importanti allori proprio con i suoi ragazzi, juniores maschile (1991), juniores femminile (dal 1991 al 1994) e proprio con la formazione vincitrice del titolo juniores maschile, compagine composta da tutti ragazzi del paese, andrà a conquistare nel 1993 anche il titolo di serie B. Da ricordare nel suo curriculum da presidente anche la vittoria a Roma dei Giochi della Gioventù nei primi anni ’90.

I successi non finiscono qua, perché il 1998 è l’anno dalla consacrazione per il sodalizio mantovano, che conquista scudetto, Coppa Italia e Coppa Europa, cui fa seguito l’anno successivo la vittoria ancora della Coppa Europa e della Supercoppa.

Anni successivi in cui la società inizia anche l’avventura nella disciplina indoor dove dal 2007 al 2009 domina il panorama italiano e europeo, aggiudicandosi due scudetti, tre coppe Italia e due Coppe Europa. Non viene meno l’impegno nelle serie inferiori, tanto che la formazione di serie D, composta da tutti ragazzi del paese, conquista nel 2007 il titolo italiano e nel settore giovanile,  con la partecipazione di più squadre ai campionati provinciali e un aumento esponenziale della partecipazione di ragazzini all’attività della società.

Seguono alcuni anni di alti e bassi per quanto riguarda l’attività della serie maggiore, con due retrocessioni, seguite da un pronto ritorno nella massima serie fino ai trionfi delle ultime stagioni: vittoria nella Coppa Italia open 2014 e en plein nel 2016 con la conquista di scudetto, Coppa Italia e Supercoppa. Non da meno il palmares indoor che vede la società del presidentissimo Danieli conquistare gli scudetti e la Coppa Italia 2015 e 2016 e la Coppa Europa 2016.

E’ del 1956 il primo scudetto open, quando Arturo non era ancora all’interno della società, quando nello spareggio per l’assegnazione dello scudetto contro lo squadrone del CRAL Sport Palazzo Superba di Genova, il Castellaro iscrisse il proprio nome nell’Albo d’Oro della serie A. Guidati dall’allora presidente Giannino Vecchi, il grande Marino Marzocchi “Mara” affiancato da Orlandi, Rossi, Bompieri e Andreoli riuscirono a compiere l’impresa sconfiggendo i temuti avversari. Più attuali e con Arturo alla guida quelli del 1998, l’anno della consacrazione per il sodalizio mantovano. Alla corte del presidente Arturo Danieli arriva infatti Quinto Leonardi come allenatore, Manuel Beltrami, Paolo Bisesti, Luca Baldini, Gabriele Cunegato, Alberto Crosato, Massimo Sandri, Giovanni Crosato e Pietro Ghizzi. La stagione è un crescendo di risultati e il primo centro è la conquista della Coppa Europa Open, seguita poi dalla Coppa Italia, organizzata proprio dalla società castellarese e vinta sul proprio campo a spese del Medole e ciliegina sulla torta finale la conquista del secondo scudetto della sua storia, titolo che sarà il primo di una lunga serie per l’allora ventenne Manuel Beltrami. Ed è proprio il suo ritorno, unito a quello di Manuel Festi che riporta, dopo due anni in cui gli infortuni hanno impedito ai mantovani di potersi esprimere al meglio, anche se nel 2014 arrivò la Coppa Italia, nel 2016 lo scudetto a Castellaro con Federico Merighi, Niki Ioris, Giorgio Cavagna, Flavio Isalberti e Pietro Ghizzi con direzione tecnica affidata a Stefania Mogliotti. Il trionfale 2016, con vittoria anche di Coppa Italia e Supercoppa ha permesso a castellaresi e turisti di poter ammirare per alcuni mesi la torre campanaria completamente illuminata dal logo della società, a rimarcare la straordinaria annata trascorsa.

E nelle colline moreniche, terra di buon cibo e buon vino, non possiamo non ricordare le epiche e maestose cene sociali organizzate da Arturo, con oltre 200 presenti e grandi nomi dello sport ospiti, come Sara Simeoni, Azeglio Vicini e Gigi Maifredi. Oltre a naturalmente a Gino Corioni, presidente del Brescia calcio dal 1992 all’anno scorso andatosene a 78 anni per una malattia che da tempo lo aveva minato. Un amico fraterno di Arturo fin dai tempi della scuola professionale frequentata insieme a Brescia che li ha diplomati periti meccanici. «Il più grande presidente del Brescia - attacca Danieli che pure in gioventù è stato nel calcio come dirigente della Virescit di Bergamo -. Lo andavo a trovare spesso alla Saniplast, la sua azienda a Ospitaletto dove ho incrociato tanti giocatori. Mi confidò quando stava per prendere Baggio e nessuno ci credeva. Mi disse anche che era costretto a vendere Hamsik sentenziando ‘vedrai che diventerà uno dei migliori’. La sua prima passione è stato il ciclismo poi il calcio. Era più scaltro di tanti altri ma corretto e appassionato. È sempre stato vicino al Castellaro per la semplicità e la genuinità dell’ambiente. Ospite fisso alle nostre feste sociali fino all’anno scorso. Al suo fianco ha avuto una grande moglie, Anna Maria». (da La Gazzetta di Mantova)

Un lungo percorso quello di Arturo da presidente, condiviso e reso possibile dallo stretto rapporto con i suoi collaboratori, tra i quali non possiamo non ricordare il segretario Ferruccio Andreoli, il tuttofare Franco Faccincani, i vice presidenti Maurizio Pellizzer e Alessandro Tabai, Mario Bellini, il motore dell’attività indoor e della squadra esordienti, al cuoco ufficiale Enzo Cressoni e via di seguito con Italo Lanfredi, Angelo Beschi, Silvio Bulgarini, al compianto medico sociale Alberto Ferri, scomparso lo scorso anno, Adriano Rossi, Bruno Fiorini, il genero Giuseppe Groppelli, Carlo Moschini, per anni vicepresidente, Giuseppe Zamboni, Antonella Guerra, Luca Borghi e molti altri che non ricordiamo, perché di fatto sarebbe da inserire di seguito tutto il paese, che da sempre vive il tamburello non solo come sport ma proprio come identità stessa del borgo.

Trentasei anni al timone con tanti fatti e persone da ricordare: la vittoria a Roma dei Giochi della Gioventù nei primi anni ’90 alla presenza dell’allora presidente Francesco Cossiga, lo sferisterio stracolmo nella finale scudetto del 1998 o i succitati grandi nomi dello sport ospiti alle annuali feste della squadra. «Vedete questa piccola coppa? - chiude il racconto il patron - è una delle più importanti, l’ultima vinta dalla nostra squadra Pulcini: sono loro il nostro futuro». Da libro cuore, una vita sempre su e giù dalle colline del tamburello. (da La Gazzetta di Mantova)

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