Bruno Bonanate: lettera aperta alla FIPT

LETTERA APERTA ALLA FEDERAZIONE PALLATAMBURELLO

Mi chiamo Bruno Bonanate, ex giocatore agonistico di tamburello ed ora allenatore.

Ho visto e vissuto la storia di questo sport fin dalle origini, tra campionati  Vinti o quasi, le urla della gente cariche di sentimento ed emozione, le discussioni infrasettimanali in attesa della domenica... ma tutto ciò con il passare degli anni si è affievolito, ed ora non sembra altro che una debole e stanca manfrina che si ripete nei week end priva di ogni sorta di entusiasmo.

La tristezza è molta nell'usare certe metafore verso uno sport che è stato parte e lo è ancora della mia vita ma è ciò che più rappresenta la verità. Quelle urla di gioia dagli spalti sono ormai fievoli rarità, la gente preferisce parlare di lavoro piuttosto che ritrovare quel sentimento di unità ed emozione che da giovane vedevo a bordo campo , come è potuto accadere?

Come si è permesso che una così nobile attività sportiva arrivasse inesorabilmente al proprio declino? Certo i tempi cambiano e le esigenze mutano, le difficoltà per coltivare gli hobby e le passioni aumentano, ma il livello talmente basso che abbiamo raggiunto non può limitarsi  a queste giustificazioni, certamente non può sollevare di  responsabilità le  dirigenze  federali, che in questi 50 anni si sono succedute alla guida di uno sport dapprima rinato con grande successo negli anni dal 1960 al 1990, si è stabilizzato per qualche anno, per poi iniziare un declino che si manifesta oggi in maniera del tutto evidente.

Le prove più eclatanti? Parliamo della Serie A Open, la massima espressione della pallatamburello, Per vedere un pubblico numeroso alla partita occorre aspettare la Coppa Italia oppure le 3-4 partite decisive per il campionato, per il resto degli incontri, che sono  comunque un centinaio nell’arco dell’ anno , solo qualche appassionato irriducibile ai bordi del campo.

Altro aspetto fondamentale riguarda la spettacolarità del Gioco, come è possibile che la maggior parte dei giocatori più quotati siano ormai alla soglia dei cinquant’anni e pochissimi i giovani emersi negli ultimi anni? E perché ormai da oltre 20 anni si ottiene la vittoria o il singolo punto esclusivamente sull’errore dell’ avversario? Come può appassionare lo spettatore un’ azione di gioco che penalizza chi attacca a fronte di chi si difende?

Pur se consapevoli di questa situazione, i vertici federali cosa hanno fatto finora? Si sono limitati ad introdurre regole del tutto  insignificanti:  la linea dei 3 metri, che è servita sostanzialmente a mortificare il ruolo del terzino che si trova a dover fare calcoli trigonometrici prima di colpire la pallina, sperando di non aver allungato troppo il  piede e a farci capire che l’ arbitro non ha 3 occhi e ognuno indipendente per vedere se invasione c’ è stata o no.

Il tutto con aumento della spettacolarità del gioco pari a zero.

I due set col Tie Break hanno forse aumentato l’ incertezza del risultato nella  partita, ma snaturato completamente lo sviluppo di una partita vera che non deve essere interrotta a metà con l’ assegnazione di un punto in classifica, Il tamburello avrà ben caratteristiche diverse dal Tennis o è uguale?

In realtà  sulla spettacolarizzazione del gioco non si è mai agito in modo sostanziale, magari anche traumatico, ma che rivoluzioni  effettivamente il gioco rispetto ad oggi:

Sono state fatte diverse prove con tante variazioni:  riduzione o aumento delle dimensioni dei campi,  riduzione del numero dei giocatori, partite che terminano nel tempo stabilito, etc. etc.

Ritengo che la proposta più efficace sia quella di Ridurre a 4 il numero dei giocatori, mantenendo le dimensioni dei campi attuali, ( senza riga dei 3 metri ) e l’ attuale pallina.

Questa soluzione permetterebbe di aumentare lo spazio di competenza di ciascun giocatore, aprendo quindi più soluzioni per chi intende  attaccare, contemporaneamente verrebbero esaltate anche le doti atletiche e di recupero dei giocatori, con un elevato dinamismo in campo, che rende il tutto più veloce e gradevole per il pubblico.

Inoltre verrebbe rivalutato e esaltato il ruolo del battitore, da sempre uno dei più spettacolari, ma solo quando cerca il quindici diretto che può trasformarsi in Ace.

In 4 giocatori gli spazi e le angolazioni per trovare il corridoio giusto alla giusta potenza ci sono e quel giocatore che ha le caratteristiche del battitore può finalmente contare anche su quel Colpo di Battuta che ormai nel gioco odierno si è ridotto a pochissimi episodi.

Questa soluzione avrebbe efficacia non solo sugli attuali giocatori, sicuramente già pronti ad affrontare la nuova difficoltà anche se formatisi con il gioco a 5, ma contribuirebbe già a livello del settore giovanile a formare i nuovi giocatori con caratteristiche e doti tecniche maggiori di quelle riscontrabili in un gioco a 5 giocatori.

Vorrei quindi fare un appello alla Dirigenza Federale affinché prenda atto che occorre veramente un intervento deciso che dia una scossa all’ attuale decadimento dello spettacolo sui campi di gioco, mettendo mano una volta per tutte ad una vera modifica sostanziale dell’ assetto di gioco sul Campo.

[foto di Sergio Miglietta]

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