Ruggirono i leoni e per Grana il tambass non fu perduto

A GRANA IN BELLA STAGIONE UNA GRANDE FESTA CON LA SFIDA TRA LE GRANDI GLORIE DEI "LEONI" E LA RITROVATA FORMAZIONE DI SERIE B A SANCIRE IL RITORNO DEL TAMBASS IN PAESE

Grana, paese di circa 630 abitanti in provincia di Asti,  il cui nome nasce dall'omonimo torrente.  Terra di grandi vini, importati verso Lombardia e Svizzera dai produttori locali fin dalla fine dell'Ottocento. Il paese sale alla ribalta durante la seconda guerra mondiale per avere dato i natali al noto partigiano "Tek Tek" (Luigi Acuto), comandante della Brigata Grana, formazione che fu determinante nella  liberazione del nordoriente astigiano.

Sferisticamente parlando il primo campionato in cui c'è notizia della quadriglia di Grana è il Campionato del Monferrato di Pallone a Bracciale del 1929, dove viene eliminata nel girone di qualifica preceduta dalle squadre di Casale, Montemagno e Fubine. Pur' trovandosi al centro dell'allora sportivamente nota  "zona del quadrilatero", Grana non portò alla ribalta nessun campionissimo di quella specialità, probabilmente sfavorita dal fatto di avere uno sferisterio, Piazza Papa Giovanni XXIII, di dimensioni molto ridotte.

Tramontata l'epoca del bracciale in paese aumenta la pratica del pallone elastico prima e del tamburello a muro poi, limitato comunque  alle sentite sfide contro i paesi limitrofi.

Questo il ricordo della situazione sferistica in zona nel dopoguerra di Gino Fantino, classe 1934, di Montemagno: "a Grana non esisteva una società e in prevalenza giocavano a pallapugno, l'unico un po' più forte della media era Francesco Monzeglio. Noi di Montemagno abbiamo avuto la fortuna di avere società e strutture sportive gestite dal Prof. Arturo Ferraro, un buon maestro, nessuno di noi diventò un campione ma eravamo tanti buoni gregari. A Portacomaro e Scurzolengo son' sempre stati forti:  Celestino Ponzone, Aldo Calosso, Carlo Verrua e Gianni Gambaruto ai miei tempi erano fenomeni, poi usci fuori Franco Capusso. A Calliano erano fortissimi al gioco del bracciale  ma comunque nel tambass Ermanno Besso e Mauro Cavagna fecero la loro parte, a Castagnole Monferrato e a Viarigi invece erano abbastanza validi nella pallapugno".

La rotta cambia nel 1975 quando il G.S. Grana partecipa al Torneo Città di Moncalvo, manifestazione che registra un ottimo successo di pubblico facendo da apripista al primo Torneo del Monferrato di Tamburello a Muro (1976).

Nella prima edizione della manifestazione  i pionieri del Grana (Maurizio Monzeglio, Giancarlo Morando, Paolo Gambarato, Lilliano e Nello Varvello) si classificano  quinti, nel 1977 ottavi, nel 1978 quinti, nel 1979 quarti, integrando nel corso degli anni alla squadra originale Adriano Caneva, Ivano Monzeglio e Sandro Pane.

Raggiunta una buona solidità societaria con al vertice il costruttore edile Pino Amelio, Mariangelo Capello e Guglielmo Morando, nel 1980 il Grana affianca a Maurizio Monzeglio il fondocampista Elio Prette, proveniente dal Cunico ed il mezzovolo Emilio Medesani, arrivato dal Castagnole. in prima linea si alternano Ivano Monzeglio, Caneva e Gambarato  mentre Morando sostituisce episodicamente i fondocampisti. Alla fine della stagione regolare arriva il primo posto ex-aequo con le favorite Grazzano e Portacomaro. Vinto il derby con il Calliano in semifinale (19-7, 19-16) il 3 Agosto in finale a Vignale i granesi sconfiggono il Grazzano: dopo una partenza sprint (8-1), vengono clamorosamente rimontati (14-16), si avvicinano (16-17) ed infilano il trampolino perfetto (19-17).

Con la stessa formazione nel 1981 vinta la stagione regolare il Grana si sbarazza del Montechiaro in semifinale (19-15, 18-18) ed il 9 Agosto in finale, sempre a Vignale, concede  la rivincita al Grazzano  che  si ferma a quattordici dopo tre ore di gioco davanti a più di tremila spettatori e  un originale striscione:  "Ruggirono i nostri leoni e per Grazzano la pace fu perduta".

La favola del Grana continua nel 1982, con l'ingresso in squadra di Renzo Morando in sostituzione di Gambarato. Primo in regular con Grazzano e Portacomaro staccati di 2 punti, sbrigata in fretta la pratica Calliano in semifinale (19-7, 19-10) l'8 Agosto a Vignale per la terza volta Medesani e soci ritrovano in finale il Grazzano di Aceto, Biletta e Monti. Sotto gli occhi di circa duemila spettatori la gara mantiene un perfetto equilibrio fino a metà (10-10), ma il cambio di ritmo dei fondocampisti Monzeglio e Prette regala il tris al Grana (19-15).

Nel 1983 esce di scena Giancarlo Morando  ma rimangono tutti gli altri. Si fa viva la minaccia del Portacomaro di Mimmo Basso, Cesco e Ricky Durando che precede di 3 punti il Grana nella prima fase. Vinto facile Il terzo derby in semifinale contro il Calliano (19-12, 19-9) il 7 Agosto a Calliano  finale  contro il Portacomaro, con arbitro d'eccezione il locale Sergio Gonella, fischietto della finale dei mondiali di calcio 1978. Davanti a quasi duemila spettatori il Grana trionfa (19-12 ) per la quarta volta consecutiva, record che cadrà soltanto per mano del Grazzano nel 2016.

Il triste inverno del 1984 segna l'addio di " Re Miliu " Medesani, passato al Nizza, al suo posto arriva Ermanno Besso ma clamorosamente i tetracampioni si classificano ottavi. Partito Besso, nel 1985 arriva Massimo Cussotto,  cambiando di poco la musica con il settimo posto finale  che segna l'addio, o meglio l'arrivederci, di Maurizio Monzeglio e Prette.

Il quintetto rivoluzionato del 1986 (Luciano Turco, Renzo Morando, Corrado Soffientino, Ivano Monzeglio,  Adriano Caneva, Piero Bonelli) si classifica  ottavo, l'ulteriore rivoluzione del 1987, con Arturo Morellato e Claudio Gotta arrivati a sostituire Turco e Soffientino, genera una stagione negativa terminata con un decimo nonchè ultimo posto che segna  il clamoroso addio del Grana al torneo.

Negli anni successivi il Torneo del Monferrato aumenta a dismisura i costi di gestione e nel frattempo si inizia ad assistere ad un leggero ma graduale calo di pubblico. Gli organizzatori nel  1992 fanno marcia indietro obbligando le società a schierare almeno tre residenti in campo in modo da agevolare le società medio-piccole.

Si ripresenta cosi al via anche il Grana,  riproponendo  parte del dream team anni '80 (Prette ed i fratelli Monzeglio) affiancato  dai giovani del paese (Luca Marchisio, Giuseppe Gioanola, Mauro Ballari, Piero Bonelli, Franco Balliano), con Arturo Ferraro al timone e Livio Varvello alla presidenza. La squadra raggiunge un ottimo quinto posto finale e  dopo aver'sostituito Prette con Alberto Bicocca, si classifica settimo nel 1993. Il Torneo 1994, che prevede l'utilizzo di soli giocatori residenti, vede il Grana (F.lli Monzeglio, Marchisio, Gioanola, Prai, Balliano, Bonelli)  fermarsi in semifinale sconfitto dal Portacomaro (6-19, 8-19) ed a fine stagione arriva  un altro addio alla kermesse monferrina.

Nel 2001 l'attivissimo organizzatore Mauro Bellero convince un gruppo di dirigenti locali (Marco Balliano, Doriano Bruno, Massimiliano Rota e Luciano Colonna) a risarire sul carro del tambass. I granesi, probabilmente inconsapevoli di aver riaperto un ciclo di alta classifica, si iscrivono senza particolari obbiettivi ma durante la stagione diventano la sorpresa del Torneo classificandosi secondi nella prima fase. Dopo aver' eliminato Portacomaro (19-7, 13-19, 19-13) e Calliano (19-8 , 19-11) in  finale (12 Agosto  a Vignale, 700 spettatori)  il Grana (Renzo Morando, Aldino Carretto, Corrado Soffientino, Giuseppe Gioanola, Franco Balliano, Fabrizio Dessimone) cede sotto i colpi di Fulvio Natta, leader del Grazzano (19-10).

Le ambizioni di un ritorno al vertice impongono ai dirigenti  un blitz di mercato: per il Torneo 2002 vengono ingaggiati Fausto Sappa e  la collaudata coppia Stefano Panzini-Piero Redoglia, chiamati a sostituire Carretto e Soffientino. Terzo in stagione, il Grana compie l'impresa in semifinale sul campo di Grazzano pareggiando una partita praticamente persa (18-14, 40 a zero ...). Il 28 luglio in una piazza  gremita all'inverosimile, con praticamente tutto il paese a bordocampo  ripetutamente incitato dallo storico speaker Onorino Bonelli, il Grazzano alza bandiera bianca (19-10). In finale, l'11 Agosto sotto la pioggia di Vignale, una partenza a razzo (4-0) illude i granesi ma alla fine dei giochi il Vignale trionfa (19-9).

Il 2003 sembra l'anno della svolta. Ritorna Aldino Carretto, in sostituzione di Morando ed il Grana termina la regular season in testa. In semifinale riecco il Vignale sulla strada di Panzini & co. Dopo due semifinali tiratissime (19-16, 15-19) lo spareggio disputato a Moncalvo vede il Vignale imporsi soltanto dopo il conteggio dei quindici (18-18, 3-3). Secondi in campionato nel 2004 i granesi (Bicocca, Morando, Quasso, Gioanola, Balliano, Dessimone) si fermano nuovamente in semifinale sconfitti dal G.S.T. Montechiaro (15-19, 9-19).

Dopo quattro stagioni nei quartieri alti arrivano due annate incolore.  In campo insieme ai locali  Balliano, Morando, Gioanola e Dessimone si alternano prima  Guido Sampietro e Stefano Frascara (quinti nel 2005)  poi Stefano Panzini e Silvio Massirio (sesti nel 2006).

La stagione 2007 vede il rientro in società di Pino Amelio ed Adriano Caneva che insieme ai dirigenti in carica allestiscono una squadra maletichettata dagli addetti ai lavori (Mauro e Franco Balliano, Gianluca Stella, Sappa, Morando, Donato Filomena). Sorprendentemente però il Grana si classifca secondo in campionato eliminando successivamenteil Moncalvo in semifinale (19-13, 19-14). La finale datata 5 Agosto vede la vittoria, sul campo di Vignale, del Tonco (19-7). Nel campionato 2008, dopo il passo indietro della dirigenza Balliano, arrriva il terzo posto in stagione. Un quintetto rinnovato  (Guido Sampietro, Aldo Marello, Gianluca Stella, Matteo Caggiano, Umberto Mignani, Luca Perotti, Valentino Varvello)  si arrende in semifinale al Rocca d'Arazzo (14-19, 13-19).

Il mitico Aldo "Ceròt" Marello, nel frattempo entrato in fretta nel cuore dei tifosi, contribuisce alla sopravvivenza del Grana costituendo in extremis per il Torneo 2009 la squadra più multietnica della storia della manifestazione. Insieme al "Maradona del Tambass", astigiano di Revigliasco, scendono in campo due granesi d.o.c. (Renzo Morando e Valentino Varvello), due ovadesi (Christian e Gianmarco Boccaccio) e due ravennati (Andrea Barcucci di Lugo e Luciano Trerè di Faenza). Il decimo posto finale tuttavia non scoraggia i dirigenti locali (Amelio, Caneva, Castelli e Testa) che a fine stagione annunciano, ventisei anni dopo, il ritorno di Emilio Medesani.

Per la stagione 2010 oltre al "Miliu" scendono in Piazza Giovanni XXIII altri quattro nuovi elementi (Sandro Appiano, Guido Ferraris, Umberto Mignani e Luca Cattaneo) mentre viene confermato Morando come jolly. Il sesto posto finale tradisce comunque le aspettative.

In vista della stagione 2011 Pino Amelio allestisce un team validissimo (Medesani, Caggiano, Politto, Mazzoni, Zapponi, Inquartana, Guolo) e nonostante la partenza da -2 causata dall'assenza del giocatore residente, si classifica terzo. Umiliati nella prima semifinale a Tonco  (7-19), nella gara di ritorno vengono restituiti anche gli interessi ... (19-1); lo spareggio del 19 Luglio a Vignale sorride al Grana (19-15) che si appresta ad incontrare in una doppia finale il Portacomaro. Dopo la sconfitta in Piazza Marconi (16-19) arriva un' altra sonora vittoria casalinga (19-6). Lo spareggio viene disputato a Tonco il 7 Agosto,  giornata metereologicamente instabile.  La pioggia mattutina favorisce un clima afoso ma un Medesani al top porta il Grana sul 13-8, momento in cui un diluvio costringe l'arbitro alla sospensione. Dopo più di venti minuti si riprende ed il Grana aumenta il vantaggio (15-9). La sospensione però raffredda i muscoli del "Re", mentre le grida del trainer Franco Capusso scaldano il motore dei verdi (15-12, 16-14, 16-17, 18-18). I trampolini supplementari rivedono il Grana avanti (2-0)  ma un' irriducibile Portacomaro recupera e vince (2-4)  fra l'incredulità dei tifosi granesi, probabilmente inconsapevoli che quella partita per loro sia stata l'ultima nella massima serie.

L'attività della società di Grana si chiude nel 2012, Campionato di serie C muro, dopo 26 stagioni in serie A (4 volte campione, 4 secondi posti), 5 in serie B (due secondi posti), 2 in serie C ed 1 in serie D Open. Oltre ai trionfi narrati in questo brano i giocatori di Grana hanno vinto anche sotto altri campanili: 1 titolo di serie A open, 1 di A muro ed 1 di B muro per Andrea Prai, 3 in serie A muro e 3 in serie B muro per Ivano Monzeglio, 1 in serie A muro ed 1 in serie D muro per Franco Balliano, 1 in serie B muro per Renzo Morando, 1 in serie B muro ed 1 in serie C muro per Valentino Varvello, 1 in serie B muro per Nicolò Monzeglio, un titolo in serie A muro per il compianto Luca Marchisio.

Nel 2018 il tamburello ritornerà in piazza Papa Giovanni XXIII. La società alessandrina del Cerrina, presieduta da Pierangelo Cane, disputerà le proprie gare interne in quel' di Grana .

In una Formazione attrezzata per la categoria, composta da giocatori con diverse esperienze nella categoria superiore, agli ordini del mister Mauro Boano da Calliano scenderanno in campo i gemelli Cristiano e Gianni Boltri, Isolino Inquartana, Umberto Sampietro, Luciano Spinoglio e Fabrizio Dapavo.

FINALE 2011. Tonco, il tifo sotto gli ombrelli

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