Intervista a Bruno Ceron dt del Cinaglio

il tecnico di Cunico con i nipoti Lorenzo ed Aurora

E' stato fra gli artefici della vittoria del Cinaglio domenica scorsa nel campionato di serie B indoor maschile a Guidizzolo (Mantova). Stiamo parlando del direttore tecnico Bruno Ceron che con la sua esperienza fino ad oggi ha fatto crescere giovani di grandi qualità e prospettive. Queste le dichiarazioni del direttore tecnico campione d'Italia. Il team astigiano ha riportato in Piemonte un titolo che mancava dal 2016.

Cosa ha significato vincere un campionato nazionale?

E' stata una grande soddisfazione soprattutto perché è stato vinto con una squadra composta da giocatori, tutti molto giovani. Voglio ricordare che i miei ragazzi nel 2018 sono stati campioni d'Italia indoor, open e muro

A tuo giudizio i tuoi giocatori nei prossimi anni possono puntare a giocare nei massimi campionati nazionali?

Penso proprio di si. Almeno me lo auguro, così vuol dire che nella società del Cinaglio si è lavorato bene. A questo proposito, voglio ricordare Roberto Pittetti con il quale ho lavorato per far crescere i nostri ragazzi. Quest'anno per motivi familiari ha dovuto lasciare, ma va ringraziato per l'ottimo lavoro fatto.

Giovani, tema di grande attualità, a tuo giudizio ci sono elementi interessanti?

I giovani ci sono. A mio parere è importante avere la forza di seguirli nel percorso di crescita sia tecnica che psicologica, perché non tutti i ragazzi sono uguali e soprattutto ci vogliono persone che abbiano la competenza la capacità e la costanza nel seguirli e nel comprendere i loro momenti di difficoltà.

Quanto è difficile insegnare uno sport difficile come il tamburello e quanti allenamenti fate nel corso della settimana?

E' molto difficile insegnare il gioco del tamburello perché le situazioni sono molteplici e ogni giocatore è diverso dall'altro. Noi ogni settimana per l'indoor facciamo 4 ore di allenamento, alternando atletica, tecnica e gioco.

Un tuo giudizio sulle altre squadre che hanno preso parte alle finali di Guidizzolo?

Tutte molto interessanti. Ci sono quelle più tecniche come Segno, Cereta e Bagnacavallo e quelle con grande passione e spirito di competizione come Lazio e Treiese.

Domenica affronterete il Marco, che partita sarà a tuo giudizio?

Sarà una partita molto difficile perché il Marco è di una categoria superiore e con più esperienza. Comunque noi venderemo cara la pelle. Per noi è già un grande successo essere arrivati fin qui.

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