6 domande alla campionessa Germana Baldo

6 DOMANDE A… GERMANA BALDO

1)    Germana, dopo un anno di pausa nel 2017 hai disputato, anche se part-time, la stagione open con la maglia del Mezzolombardo. Come giudichi il tuo ritorno?

Nel 2017, seppur part-time, ho cercato di aiutare con la mia esperienza le ragazze del Mezzolombardo. Sicuramente per me non è stato semplice come negli scorsi anni in quanto, non potendo essere sempre presente agli allenamenti e alle competizioni, non sono riuscita a dare in ogni occasione il massimo, soprattutto in termini di continuità, al gruppo.

Grazie però alla pazienza delle mie compagne e al supporto della società, devo dire che siamo riuscite a raggiungere l'obiettivo prefissato che era il quarto posto in campionato. 

Il prossimo anno credo che, dando fiducia alle giovani e aiutandole a gestire le emozioni nei momenti cruciali, il gruppo abbia ancora ampi margini di miglioramento e può aspirare ad un obiettivo ancora maggiore.

2)  L’Alegra Settime per il secondo anno di fila ha centrato il poker di successi. Secondo te cosa ha in più la formazione astigiana rispetto alle altre? Vedi delle analogie con il tuo Sabbionara capace di vincere per cinque anni di fila lo scudetto?

Ritengo l'Alegra Settime una squadra forte e completa in tutti i reparti. In questi ultimi anni l'esperienza, la crescita e la tecnica di alcune atlete, unito all’innesto di giovani già molto brave, sicuramente hanno contribuito all' aggiudicarsi tutte le competizioni importanti. A tutte loro vanno i miei complimenti!

Fare delle analogie con il "mio" Sabbionara mi risulta difficile perché era la squadra storica antagonista di tutte le finali passate. Sicuramente la preparazione e l'affiatamento del gruppo hanno giocano un ruolo determinante nei momenti decisivi.

3)  Dall’alto della tua esperienza come giudichi il momento attuale del tamburello femminile dopo che, da un paio di stagioni, si sono ritirate alcune campionesse come Stefania Mogliotti, Paola Daldoss e Chiara Arcozzi?

Negli ultimi anni il movimento femminile sta aumentando numericamente e questo è di buon auspicio per il futuro. Credo anche che, rispetto a qualche anno fa, sia migliorato sia l'aspetto tecnico che fisico di alcune atlete. 

Sicuramente perdere alcune figure di rilievo (come Stefania Mogliotti, Chiara Arcozzi, Paola Daldoss, Ilaria Balasina e ancora prima Veronica Trapletti, Sally Valle e altre mie storiche avversarie) per uno sport come il nostro dove non ci sono grandi numeri immagino sia un dispiacere per l'intero movimento tamburellistico perché negli ultimi anni si e' potuto assistere a delle bellissime ed entusiasmanti competizioni in rosa a tutti i livelli.

4)  Per quanto riguarda invece l’indoor, a Sabbionara è stata un’altra annata trionfale. Ci puoi svelare qualche segreto dei vostri successi?

Per quanto riguarda il Sabbionara indoor e i nostri vari successi non penso ci siano particolari segreti; tutto sta nella complicità del gruppo, negli allenamenti, nel condividere sia i momenti positivi che quelli negativi, cercando sempre di migliorare e non dimenticando mai l'obiettivo prefissato. Giocando insieme da alcuni anni tutto diventa più facile e semplice soprattutto se al fianco si hanno compagne forti come ho avuto la fortuna di trovare io!

5)  Tra poco meno di un mese in Catalogna ci sarà il secondo Campionato del Mondo indoor per nazioni, dove l’Italia è campione in carica. Come ci arriva la nostra selezione a questo importante appuntamento?

Penso che la selezione nazionale che affronterà il secondo campionato del Mondo indoor in Catalogna abbia tutte le carte in regola per aggiudicarsi il trofeo. Di sicuro non sarà facile perché alcune nazioni negli ultimi anni sono cresciute molto; sarà una competizione entusiasmante e competitiva come la prima dove la gestione delle emozioni e dei tanti match concentrati in pochi giorni giocheranno un ruolo fondamentale. 

6)  In conclusione Germana ci puoi raccontare, tra i tanti, qual è stato fino ad ora il successo che ti ha regalato la più grande soddisfazione e, in antitesi, la più grande delusione?

Dirti quale è stato il successo che mi ha regalato la più grande soddisfazione in 26 anni di carriera mi risulta difficile. Ogni partita, ogni finale open o indoor, mi ha sempre fatto provare forti ed indimenticabili emozioni. Le vittorie mi hanno insegnato che i sacrifici e l'impegno ripagano sempre; le sconfitte, al contrario, a non dare mai nulla per scontato e a rimettermi in gioco cercando di impegnarmi maggiormente per poter migliorare. 

In questo momento in me riaffiorano mille ricordi; le vittorie più importanti comunque sono state le persone che ho incontrato nel mio percorso sportivo perché come dico sempre ai giovani che si avvicinano a questa disciplina, il tamburello prima di tutto è una scuola di vita! 

 

 

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