Intervista a Jessica Gozzelino. Premio L’Alegra-Il Tambass 2016

Jessica Gozzelino, protagonista di un 2016 straordinario che l’ha vista vincere sul campo tutto quello che era possibile con la maglia del Settime e della Nazionale Italiana, ci racconta l’emozione per il premio e i suoi obiettivi per la stagione appena iniziata.

1)      Jessica, quali sono state le tue sensazioni quando ti hanno comunicato di aver vinto il Premio L’Alegra-il Tambass per la stagione 2016?

È stata una bella sensazione! In un secondo ho rivissuto nella mente tante situazioni e momenti della mia carriera, la maggior parte positivi, ma anche alcuni attimi di sconforto. Lo sport mi ha sempre regalato tanto, ma in alcune fasi mi ha messa alla prova. 

Sono fiera di non aver mai smesso di credere in ciò che facevo, perché la mia passione ha sempre vinto su tutto. Questo premio mi ripaga di tante cose.

2)      Desideri fare qualche ringraziamento?

Appena mi hanno comunicato di aver vinto il premio, la prima persona alla quale ho pensato è stata Beppe Tirone, un allenatore, un padre, una persona speciale che ha fatto tanto per il tamburello ed è stata molto importante per me e mio fratello Davide. Lui mi è sempre stato accanto, soprattutto nei momenti in cui volevo smettere di giocare. Ha sempre creduto in me e quindi in primis lo dedico a lui. Poi naturalmente ai miei genitori che da anni mi seguono e condividono con me la mia vita sportiva.

3)      Da poco è iniziata la stagione 2017. Quali sono le tue impressioni sull’avvio di campionato?

Abbiamo iniziato da poco, l' esordio non è stato dei migliori, ma nulla di preoccupante. A mio avviso la squadra deve ancora trovare un equilibrio, ma ci stiamo lavorando. Ci sono meccanismi che devono ancora consolidarsi e sono contenta di mettermi di nuovo in gioco.

Personalmente parlando sto patendo un po' l'assenza di Silvia, perché dopo tanti anni, complice il fatto di essere cugine, l'intesa era davvero forte. Bastava uno sguardo per capirsi e c'era completa fiducia e affiatamento tra noi. Detto ciò, con Rebecca mi sto trovando molto bene: è giovane, volenterosa e si impegna tanto.

4)      Che effetto fa avere tuo papà Piero come direttore tecnico?

Avere un genitore come allenatore non è mai semplice perché da parte di entrambi c'è sempre il rischio di superare quella soglia di confidenza. Mio papà, oltre ad essere un tecnico competente, è molto apprezzato perché è in grado di tranquillizzarci nei momenti di tensione, ma anche di trasmetterci grinta e fiducia. Sono fiera di poter condividere da sempre questa passione con lui; d'altronde è merito suo se ho iniziato a giocare a tamburello. Ovviamente non mancano le litigate per una pallina giocata male o un consiglio detto in maniera un po' colorita, ma fa parte del gioco in quanto si aspetta sempre il 300% da me.

5)      Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?

Il mio obiettivo principale è quello di divertimi, scendere in campo sempre con il sorriso e avere voglia di mettermi in gioco. Credo fermamente che, per uno sport di squadra come il nostro, non serva solo avere giocatrici forti per vincere, ma che siano lo spirito di gruppo e la voglia di lottare per qualcosa tutte assieme il segreto dei successi. Poi continuo anche quest’anno a seguire le mie squadre giovanili che mi regalano tante soddisfazioni.

Non è affatto semplice essere sempre un esempio; i bambini si affidano al proprio allenatore, imparando facilmente pregi ma anche difetti. Io sono stata fortunata ad avere Stefania Mogliotti, il top come giocatrice ed allenatrice. Quindi è un continuo allenamento anche per me puntare ad essere una brava coach.

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