Romano Sirotto lascia la Segreteria della Fipap

Romano Sirotto (primo a sinistra) in uno dei tanti eventi promozionali della pallapugno

Tra le ultime pratiche lavorate c'è stata quella del ripescaggio in A dell'Albese ed ora il pensionamento per il segretario generale Romano Sirotto. Da inizio anno è arrivato il «riposo» per l'uomo simbolo degli uffici della Federazione pallapugno. Una vita nel balòn che ha visto Sirotto prima sul campo e poi dirigente. Forte legame per un sincero e affettuoso commiato. «Voglio salutare tutti i protagonisti di questo mondo al quale sono legato da quando a Torino su un polveroso rettangolo mi fasciai il pugno la prima volta a 15 anni», ricorda Sirotto. «Ho provato gioie e delusioni, commesso errori e fatto buone cose, da giocatore come da impiegato prima e dirigente poi, ho lavorato con tre presidenti e dieci consigli federali, ho conosciuto persone con cui ho condiviso idee e momenti belli e tristi. Ho sempre rispettato tutti in nome della passione che mi ha mosso per questo sport e per il suo mondo di valori culturali ed agonistici nei quali mi sono riconosciuto e creduto», prosegue l'ormai ex segretario. «Ho creduto nella maglia Azzurra e nel suo rappresentare tutto il movimento pallonistico italiano, dalla pallapugno, allo storico bracciale, alla pallapugno leggera, le quali si riconoscono tutte, attraverso la Federazione, nella tradizione italiana degli sport della palla con la mano» puntualizza. «Credo che la pallapugno possa avere riconoscimenti su tutto il territorio nazionale perché ne ha il diritto, oltre che qualità morali e spettacolari migliori di molte altre discipline. Ideali che continueranno a tenermi legato alla pallapugno ed ai suoi protagonisti».

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