A Camerano ritorna la partita della festa

A CAMERANO DOPO IL RITORNO ALL'ATTIVITA' CON LA SERIE C MURO RIPRENDE VIGORE ANCHE LA PARTITA DELLA FESTA CON I GRANDI DEL PASSATO ED I PROTAGONISTI DI OGGI

CAMERANO CASASCO (Asti) - La telefonata di Dino Gozzellino ricevuta a ciel sereno e senza preavvisio ha riaperto una parentesi nella mia speciale storia tamburellistica che credevo di aver archiviato per sempre. La richiesta, poi, di ritornare a Camerano come giocatore mi ha colpito duro sino alla commozione. La Festa di Camerano è sempre stata molto sentita sin dagli inizi degli anni '70 quando per la prima volta fui convocato per il lunedi sportivo che comprendeva  bocce e tamburello. Quelli erano giorni Those were the days come cantava Mary Hopkins, quando il tamburello riusciva a mettere in difficoltà il gran circo del calcio, gli sferisteri erano sempre pieni di tifosi che seguivano i loro giocatori su ogni campo pronti a cucire amicizie che sarebbero continuate nel tempo. E il Torneo di Camerano era libero a tutti, campionissimi, campioni o solo partecipanti secondo le regole dello sport dello stare insieme. Poi all'improvviso Camerano scomparve dal palinsesto dei Tornei estivi tanto cari agli astigiani e sul paese calò il silenzio, mentre le erbacce iniziarono a crescere e a deturpare quello spazio che aveva ospitato le gesta dei grandi campioni. Ma una passione, quando è vera e profonda non può morire ed ecco che sotto la spinta del Sindaco Pelissero e la verve di Dino, qualcosa si muove: si decide di ripartire, di levare le erbacce, di mettere a nuovo lo sterrato e riprendere la vita sportiva di sempre. 

Prima di cominciare a giocare, eravamo già in tanti e molti sarebbero arrivati durante la partita, ho dato uno sguardo alla panchina sulla rimessa dove i miei amici mi aspettavano puntuali per un saluto, un consiglio ed una stretta di mano: ne ricordo moltissimi, di molti non ricordo i nomi ma come dimenticare l'Osvaldo Rosso o il Parino Rinaldo o l'incredibile tragedia che colpì ad aprile del 1996 la famiglia Dezani privandola del ventenne figlio Daniele per un'assurda coincidenza di tempi. Un attimo di smarrimento prima di entrare in campo nel ruolo di terzino proprio di fronte all'amico rivale di sempre Franco Capusso, anche lui tormentato da acciacchi vari ma tuttora in grado di ben figurare. Le due squadre: un miscuglio di antichità, di gioventù, di campioni o anche di dilettanti vogliosi di misurarsi in questa sfida che sfugge al controllo dei tempi. Non è mio compito citarli tutti, a questo penserà Luigi Musso, che merita un attestato di benemerenza per quanto sta facendo per il mondo della sferistica, troppe volte snobbato a volte addirittura frainteso. Ma quello che più mi ha colpito è stato il dopopartita quando il campo è stato invaso da tanti curiosi intraprendenti che hanno stabilito rapporti verbali con i giocatori : ho sentito giovani ed anziani che parlavano tra di loro, che scherzavano, che chiedevano notizie del trascorso passato sportivo di tanti senza l'apporto degli ormai soliti aggeggi del cattivo gusto tecnologico che sta trasformando il rapporto diretto tra persone in un autismo sociale dagli effetti mostruosamente deleteri. Prima di salire sulla mia fedele Vespa ho salutato la Gilda nazionale, regina del canto popolare piemontese ed il mio amico di Cinaglio, il "Ferrerin" che mi scova sempre quando vengo da quelle parti grazie al suo fiuto di fine segugio.

Grazie Camerano, grazie Dino, grazie Sindaco: un grazie a tutti con la speranza di rivederci presto e parlare del presente ma anche dei tempi andati quando il tamburello e le bocce la facevano da padroni: proprio come quest'anno!!!!!!!!

squadra CAPUSSO - squadra CEROT 19-16

i protagonisti di una sfida giocata allo spasimo fino all'ultima pallina: Aldo MARELLO, Franco CAPUSSO, Elio PRETTE, Gino VALLE, Giorgio VALLE, Dario PASTRONE, Fausto MOLINO, Federico PAVIA, Fausto GAVELLO, Luca MARCHIDAN, Sandro APPIANO, Francesco MARENGO, DIno GOZZELINO, Ivan DE PICCOLI, Rinaldo BUSSOLINO, Stafeano GALLO, Oscar GAVELLO, Gabriele OGGERO. Arbitro: Angelo GAZZETTA

l'emozionante incontro di Cerot con Gilda e Ferrero di Cinaglio

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